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"Guardando questo terzo saccheggio cinematografico dell'affascinante libro di Michael Ende si ha il timore di essersi imbattuti non nella "storia", ma nella "serie" infinita. Serie che iniziata dal regista Wolfganf Petersen col primo film con un certo livello perlomeno sul piano spettacolare, scade, con questo terzo parto, firmato da Peter Mac Donald, in un film sciocco e inconcludente, un guazzabuglio tra fiaba moderna per bambini, psicodramma familare e pupazzi usciti dai cartoon delle famigerate tartarughe Ninja, le cui movenze ma soprattutto sciocchezze i Mordiroccia sembrano ereditare con sospetta fedeltà. vista la matrice comune del design e della progettazione. (...) Oltretutto l'espediente di far emigrare con Bastian il libraio, i caratteri dei cattivi, l'uso del libro come trasportatore tipo Star Trek ed infine il ricorso al karate per la soluzione della vicenda, sottolineano una banalizzazione totale di una geniale e poetica invenzione letteraria. (Segnalazioni cinematografiche, vol.120, 1995)
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