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"La prima volta che Alexis rivede Camille, dopo che l'ha aiutata a sbarazzarsi degli psicofarmaci, le rimprovera - più o meno - di essere senza passato, di dimenticarsi tranquillamente amici e conoscenti, ma di fare la felicità di ciascuno per dieci minuti. Non è un pregio, tuttavia, che la narrazione del film si riassuma talmente nella sua protagonista da assumerne i tratti. Come dire che 'La nouvelle Eve' allieta lo spettatore finché gli tiene compagnia, che il personaggio di Camille è travolgente; ma la sua smemoratezza è pari a quella di chi la guarda. Difficilmente chi l'ha conosciuta in sala se la ricorderà. E forse questo è l'unico favore che, paradossalmente, si possa fare nei confronti di un personaggio intenso, che nella vita si butta come nella piscina dove vigila i gemelli. Tout passe, riassumerebbe lei stessa come filosofia di vita". (Elisa Venco, 'Duel', 15 maggio 2000)
"Catherine Corsini riesce a filmare con la stessa energia della sua eroina e ci dona un sentimento forte a differenza di tante atmosfere deprimenti del cinema di oggi". ('Le Figaro')
"Purtroppo la storia scritta da Catherine Corsini e Mark Syrigas, non sempre è all'altezza di Camille: l'ambiente che la circonda è tratteggiato con sufficienza e il finale è eccessivamente ellittico, tanto da sembrare un corpo estraneo rispetto al resto del film". (Fabrizio Liberti, 'Film Tv', 20 agosto 2000)
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