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Il film può disturbare i puristi dell'immagine (e della credibilità) ma sa e vuole eccedere nell'impostazione senza sfumature, a colori vivaci, notturni, cupi, sfrontati. I bambini sono ambigui al pari degli adulti (come in altro, inquietante, dimenticato, recente film di Joseph Ruben, L'innocenza del diavolo). (Il Messaggero, Fabio Bo, 6/6/95) Tra seduzione, minaccia e tenerezza, le manovre di questa von Clausewitz dell'Edipo sono molto ben costruite, e va tutto a merito di Barry Schneider e Richard Hawley, che hanno sceneggiato il film da un romanzo di Bernard Taylor, di essere riusciti a creare tanta tensione con i dilemmi emotivi di un ragazzino diviso tra due amori. Per questo dispiace ancor di più che il film, negli ultimi venti minuti, prenda un'accelerazione in direzione del thriller più tradizionale (e più prevedibile) e che ci porti sull'inevitabile scogliera già vista anche troppe volte: anche perché nessuno avrà dei dubbi su chi finirà nel precipizio. (La Repubblica, Irene Bignardi, 18/6/95)
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