II 27 giugno 1976 un commando arabo-tedesco, salito a bordo di un aereo della Air France nella sosta di Atene (approfittando della scarsa vigilanza greca), dal volo Ben Gurion-Parigi lo dirotta. A bordo si trovano, oltre l'equipag-gio francese 160 passeggeri di cui 106 israeliani. Dopo una sosta a Bengasi (Libia) l'aereo si ferma a Entebbe (Uganda) e i terroristi, ospitati equivocamente dal dittatore Amin Dada (che ha la sfacciataggine di parlare ai prigionieri nelle vesti di "protettore e amico"), liberati i non ebrei, impongono un terribile ricatto: se entro le ore 12 della domenica successiva non verranno liberati i prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane uccideranno tutti gli ostaggi a due a due. Mentre la parola e inutilmente in mano ai politici, i militari preparano un piano di "raid ad Entebbe"; addestrano minuziosamente gli uomini e fanno pressioni sul governo israeliano per il permesso di attuarlo. Il primo ministro Rabin, fallite le trattative, concede il permesso per l'epica impresa nel corso della quale, oltre ai terroristi e ad alcuni soldati ugandesi, perde la vita Jonathan uno dei giovani ufficiali israeliani animatori del piano.