Database dei film

La Musica Nel Cuore - August Rush Recensione

"" recensioni

Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-11-30 07:56:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Favola postmoderna e urbana in cui la musica domina un'azione che sembra nata dalla contaminazione fra suggestioni di Dickens e cronache rosa legate al pop. La musica nel cuore - August Rush è una fiaba che può essere apprezzata appieno soltanto se la si guarda con il cuore. Solo così si può entrare in sintonia con i personaggi, a partire dal bravissimo protagonista Freddie Highmore, adolescente cresciuto in un orfanotrofio e che, nonostante il passare degli anni, è convinto che i genitori lo abbiano sempre voluto. Tornando indietro nel tempo, si scopre quanto il ragazzo abbia ragione: frutto dell'amore di una notte tra un chitarrista rock (Jonathan Rhys Meyers) e una violoncellista (Keri Russell), la sua nascita e immediata adozione sono state nascoste da una terribile menzogna raccontata dal padre della ragazza, tutt'altro che disposto a vedere sacrificata la carriera della figlia. Separati dalla distanza e dal caso, nessuno dei due ha più suonato come per quella notte d'amore, anche se, magicamente, il loro talento sembra essersi tramutato in un'energia che il bambino, oggi teenager, ha sempre portato con sé. E' così che quando lascia l'orfanotrofio alla volta di New York, un nuovo destino sembra mettersi in moto. Anche i genitori partono alla ricerca l'uno dell'altra, senza sapere, però, quale sia la vera natura della forza che li sta obbligando a cercarsi. Film sulla fede e sulla speranza come virtù fondanti la natura umana, ma anche sull'esplicitazione del talento, è una celebrazione visiva, elegante e suadente della musica come energia dell'anima e della creatività come forza vitale in grado di cambiare il mondo.Per la recensione completa leggi il numero di dicembre della Rivista del Cinematografo

Copyright © Cinematografo 2007.

Film
La musica nel cuore - August Rush
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-11-30 11:00:28
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Chiave di violino

Un carismatico chitarrista irlandese (Jonathan Rhys-Meyers) e una giovane violoncellista (Keri Russell) si incontrano per caso a New York e trascorrono una fugace serata a Washington Square: il risultato del fortuito incontro sarà un bambino reso orfano dalle circostanze. Anni dopo, quel bambino si esibisce per le strade di New York in compagnia di un uomo misterioso (Robin Williams), che si prende cura di lui e lo chiama August Rush. Il ragazzino si serve del suo straordinario talento musicale per cercare i genitori dai quali é stato separato sin dalla nascita.

Moondance

Un ballo lunare poco incisivo. Dalla figlia di Jim Sheridan (The boxer, Nel nome del padre), Kirsten Sheridan, ci saremmo aspettati un film più autoriale; invece August Rush è il trionfo della retorica, dei luoghi comuni mossi questa volta da elementi magici che tendono ad allontanare lo spettatore, piuttosto che a farlo sentire parte integrante della storia. La magia della musica che intenderebbe coniugare tre cuori vaganti non affascina come dovrebbe, mentre la sceneggiatura tende a trasmettere artificiosi messaggi di speranza e positività senza una coerenza di base.

Il bambino (un coraggioso Freddie Highmore), così mosso da uno spirito divino, sembra non interessarsi al mondo che lo circonda, tanto che la ricerca dei genitori appare un espediente narrativo fine a sè stesso. La sua attenzione è interamente consumata dalla musica: in qualsiasi luogo, senza confini. Tombini, il vento che accarezza l'erba, le sospensioni di un'automobile o il rumore delle scarpe sull'asfalto; nell'inconscio del ragazzino la vita è armonia, esperienza intellegibile.

Intendiamoci, non è tanto l'idea favoleggiante e introspettiva della storia a essere contestata, quanto il suo aspetto esteriore, l'amalgama di stile e forme sovraccaricate di miele e buoni sentimenti. Manca di legame con la realtà, ma non intende osare nel versante opposto: un ibrido, insomma, fin troppo prevedibile e zuccheroso per colpire l'interesse dello spettatore più navigato.

Canone

August Rush è un film sentimentale che intende utilizzare la musica come strumento volto all'equilibrio scenico. Sebbene Freddie Highmore ce la metta tutta per far commuovere con trasporto, le sue note non hanno quel potere trascinante che Geoffrey Rush esprime in Shine; neppure Louis e Lyla convincono: il loro legame è basato sulla costruzione di dialoghi preconfezionati, e i due attori non riescono a "vivere" i loro ruoli dall'interno. Leggendo negli occhi dell'amore, quindi, è impossibile non ricordarsi del capolavoro di Ricky Tognazzi, Canone Inverso, la cui giostra sentimentale ruota attorno a precisi elementi che si sposano alla perfezione con l'impalcatura narrativa, restituendo l'idea che la musica non sia solo equilibrio, ma musa ispiratrice, personaggio a sè stante. Hans Matheson e Mélanie Thierry sono quello che Jonathan Rhys-Meyers e Keri Russell non riescono a essere: una coppia vera.

Così, giunti ai titoli di coda, davvero poco resta allo spettatore, se non quella vaga idea di occasione mancata, poiché la regia - nella sua premeditata enfasi serafica - tutto sommato non lesina piacevoli momenti di estasi.

Copyright © Spaziofilm.it 2007.

Film
La Musica Nel Cuore - August Rush
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-06-11 04:01:57
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Tutto può essere musica, anche i rumori della strada, il soffio del vento, i pensieri di chi ti ama. Con un vero e proprio inno al potere del pentagramma arriva l'anteprima mondiale di 'August Rush', film diretto da Kirsten Sheridan. (...) L'aguzzino di turno è nientedimeno che Robin Williams: non è la prima volta che vediamo l'attore nei panni del villain, ma fa sempre un certo effetto. Qui Williams sfoggia una capigliatura rossiccia e una malvagità degna dei cattivi dickensiani." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 21 ottobre 2007) " 'La musica nel cuore - August Rush' è un film musicale e musicofilo, tenera fiaba dalla sceneggiatura semplice al limite della banalità, intrisa di sentimenti elementari e di buonismo. Un film natalizio e per bambini, di impianto classico, un ritorno umile e gradevole per la talentuosa Sheridan jr, che mancava dall'ottimo e strano 'Disco Pigs' de 2001, con un allora sconosciuto ma già bravo Cillian Murphy. Dirige bene i bravi attori, la cui intesa è ottima, solletica l'animo infantile e romantico di chi guarda. Spartito in crescendo, che mantiene tanto quanto promette." (Boris Sollazzo, 'Liberazione', 30 novembre 2007) "Ottimo il cast, delizioso e sensibilissimo il protagonista, bella colonna musicale." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 30 novembre 2007) "Per l'ennesimo bambino prodigio che rischia di finire malissimo (Haley Joel Osment, raggiunti i 18 anni, ancora non si è ripreso da un grave incidente d'auto sotto l'effetto di alcool e marijuana), ecco il nuovo bambino prodigio di Hollywood. Freddie Highmore, 15 anni e già all'altezza di Johnny Depp in 'Neverland' e 'La fabbrica di cioccolato', brilla anche ne 'La musica del cuore' dell'irlandese Kirsten Sheridan (figlia del regista Jim) dove è un orfano cocciuto che cerca mamma e papà a New York. Ancora la Grande Mela dal sapore dolce dopo 'Come d'incanto' per un film grazioso adatto alle famiglie. Forte l'ispirazione dickensiana con il piccolo eroe martoriato da un mentore ambiguo e crudele come il Fagin di Oliver Twist qui con la faccia azzeccata di un Robin Williams simile a Bono degli U2. Freddie Highmore vale il film. Ma riuscirà a sopravvivere alla pubertà? Tra tre anni avremo la risposta." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 14 dicembre 2007)

Copyright © Cinematografo 2008.


Database dei film