E' come un melo scritto da Hitchcock, diretto da Truffaut e supervisionato da Nicholas Ray. Una sfida contro l'omologazione del gusto, un dono per chi ama un cinema capace di parlare contemporaneamente alla testa e al cuore spiazzante. Non tutto mi piace in questo film, a differenza di "Un amore forse due". Non mi sembra riuscito tutto ciò che riguarda l'ambiente in cui si muovono i guerriglieri dell'IRA: una patina di convenzione, di prevedibilità fa rigidi, sommari i disegni dei personaggi. Mentre l'intreccio psicologico fra Jody, Fergus e Dil sembra impregnato di tutti gli odori della vita, catalizzato dal fascino dell'ignoto. (Enzo Natta, Famiglia Cristiana).
Un gruppo dell'IRA rapisce un soldato nero dell'esercito inglese; tra secondino e prigioniero si crea un rapporto solidale; il sequestro si conclude tragicamente con la morte del soldato e la fuga a Londra del suo carceriere, che si sente tenuto a rispettare la promessa di ricercare la compagna del soldato e di portarle un segno di ricordo. La trova, ne resta sedotto: ma la giovane parrucchiera di colore non è come appare e parallelamente il fuggitivo sente sempre più di perdere contatto con una realtà in cui tempo e spazio sembrano sgretolati, in cui l'unico elemento concreto risulta un senso di colpa sfumato di masochismo, in cui anche il passato politico si ripresenta con gli aspetti più ambigui e dubbiosi. (Lietta Tornabuoni, La Stampa)
Copyright © Cinematografo 2006.
Fotogallery delle Star, video, notizie e tutti gli aggiornamenti sulla Mostra del Cinema di Venezia. Non perderti tutti i gossip e le anticipazioni dal Festival del Cinema di Venezia...
Mamma Mia! Kung Fu Panda Hancock Il Principe Caspian Il Cavaliere Oscuro Denti