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"Ronald Reagan definito 'mezzo minorato', il 'business is business' messo alla berlina. La commedia degli equivoci come terapia al neocapitalismo soffocante, 'La moglie del capo' diretto da Ziggy Steinberg, se la cava così nel denunciare le psicopatologie dell'America quotidiana. Singolare il cast. Arielle Dombasle, proveniente dalla factory di Rohmer (Pauline à la plage) è la viziosa consorte del boss, interpretato da Christopher Plummer (che vedremo al Festival in 'Nosferatu a Venezia')." (Fabio Bo 'Il Messaggero' , 24 agosto1988)
"Il regista americano Ziggy Steinberg (nessuna parentela col direttore d'orchestra) deve essere stato contagiato dalla lettura del 'Vizietto' uno e due. Ambienta infatti la sua storia in casa di un ricco gay Christopher Plummer. (...) Evidentemente convinto della povertà delle proprie invenzioni, il regista inserisce di prepotenza nel cast una bellissima ragazza, la moglie del capo (Arielle Dombasle), che si esibisce, più nuda che vestita, in una serie di adescamenti ai limiti della luce rossa". (Il Resto del Carlino, 5 giugno 1988)
"È una commediola permissiva ma senza la malizia frizzantina richiesta dall'ambientazione. (...) Difficile dire se la breve durata del film (poco più di 80 minuti) sia frutto di tagli e rimontaggi imposti dal produttore, certo è che, così com'è, La moglie del capo sembra una commedia monca, indecisa sulla conclusione e sfocata in più di un passaggio. Daniel Stem, visto in 'Milagro' strabuzza gli occhi e diverte; il prosciugato Christopher Plummer fa il capo soave-isterico in attesa di parti migliori." (Michele Anselmi, 'L'Unità' , 19 agosto 1988)
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