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Finalmente un film che incontra i suoi maggiori pregi proprio nella realizzazione tecnica. La decisione di far recitare gli attori con la “computer grafic” del "motion capture" risulta essere vincente: mentre la resa di personaggi di fantasia come Grendel o la stessa crudele madre è d’una forza visiva semplicistica e banale, invece la resa grafica dei soggetti umani lascia sbalorditi. Le interpretazioni d’attori del calibro di Anthony Hopkins, John Malkovich o Angelina Jolie vengono digitalizzate in una maniera che non riesce a stare dietro alle centinaia di muscoli facciali d’un essere umano, rendendo i personaggi freddi, spenti, totalmente inespressivi, ossia degli archetipi, dei “meat puppets”, dei burattini senza fili, dei perfetti rappresentanti dell’invarianza storica delle nostre tare sin qui strutturali, immodificabili, fatalisticamente predeterminate.
Ciò intuito, allora non si fa più alcuna fatica a comprendere per quale motivo, pur potendo disporre d’attori in carne ed ossa, si sia optato per una tecnica tanto dispendiosa quanto funzionale a mostrarci come siamo ancora tutti fantocci in balìa d’un destino eternamente identico a se stesso.
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