Mentre cavalca verso Gerusalemme per unirsi ai Crociati che assediano la città. Tancredi s'imbatte in Clorinda, una guerriera mussulmana di stirpe regale: tra i due fiorisce un sentimento d'amore, cionondimeno si separano, poiché ciascuno dei due vuole dedicarsi alla missione che gli è stata affidata. I dissensi che tengono divisi i comandanti delle schiere cristiane esercitano un'influenza deleteria sullo spirito dei combattenti e i mussulmani ne approfittano. Si hanno così le improvvise sortite di Argante e Clorinda e l'invio di una perfida e bella emissaria, Armida, la cui presenza inasprisce i contrasti tra i capi. Innamoratosi d'Armida, Rinaldo abbandona il campo. Tra Argante, che aspira alla mano di Clorinda, e Tancredi ha luogo un epico duello, concluso con un verdetto di parità; dopo di che Goffredo di Buglione decide di dare inizio all'attacco generale. Alle mura si dà l'assalto per mezzo delle torri che i Crociati hanno appositamente costruite: i saraceni tentano con una sortita di rovesciare le sorti della battaglia. Tancredi si batte con un misterioso guerriero, e dopo averlo abbattuto, scopre con immenso dolore che si tratta di Clorinda. Prima di spirare la fanciulla chiede di essere battezzata e manifesta a Tancredi il suo amore. Sopraggiunto Argante, s'inizia un nuovo duello: il saraceno muore per mano di Tancredi, che esce gravemente ferito dallo scontro. Intanto Rinaldo, sciolto dai lacci in cui lo teneva avvinto Armida, giunge a rincuorare i crociati; sarà il primo a porre il piede sulle mura di Gerusalemme. La battaglia è vinta.



