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"Inizio frammentato di notazioni, e pura demenzialità, 'La follia di Henry' assomiglia a Hal Hartley con la sua storia di 'compatibilità morali', voglia di vincere, magari l'Oscar, e rimanere uno scorbutico artista di Soho". (Mariuccia Ciotta, 'Il Manifesto', 3 giugno 2001)
"Imprevedibile, prolisso, segnato da lampi di humour stile Hartley in chiave scatologica (con un'esilarante domanda di nozze al cesso), 'La follia di Henry' rispolvera concetti come amicizia, rispetto, onestà, in odio a Internet, ai media, alle mode. Come i suoi reietti, non è un film facile da amare. Ma vale la pena di tentare". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 1 giugno 2001).
"Hartley è un intellettuale americano dai raffinati gusti cosmopoliti, alla Henry James, e nel narrare la storia di un'amicizia che inacidisce si è certo rifatto a 'L'educazione sentimentale' di Flaubert, mentre il ritratto del protagonista sembra uscito dalle pagine di un romanzo russo". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera').
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