Dei tre figli di Padron Luigi Manfredi, onesto agricoltore, il più giovane, Giuseppe, s'è fatto carabiniere. Giuseppe è fidanzato a Maria, che sposa prima di partire per la guerra, la prima guerra mondiale. Egli muore in combattimento, lasciando alla vedova un figlio, Luigi. Questi cresce nella casa del nonno e mostra fin da ragazzo la tendenza a seguire la carriera paterna. La madre ne teme per lui i pericoli e persuade il nonno e lo zio parroco a metterlo in seminario. Ma non è possibile opporsi alla vocazione del giovinetto, il quale finisce per arruolarsi nell'arma. Passano gli anni: scoppia la seconda guerra mondiale. Luigi si batte valorosamente in Africa, viene rimpatriato per malattia e, promosso brigadiere, viene mandato a comandare una stazione, nelle vicinanze del suo paese. Dopo l'8 settembre, Luigi resta al suo posto, cercando di tutelare gli interessi dei connazionali. Nella zona vengono uccisi due soldati tedeschi: dieci paesani sono presi come ostaggi. Luigi si presenta al comando tedesco: dichiaratosi responsabile dell'uccisione, e affronta la fucilazione per salvare gli ostaggi.
Note
IN UN PRIMO TEMPO COLLABORARONO ALLA SCENEGGIATURA: FULVIO PALMIERI, SIRO ANGELI, GIORGIO CAPITANI, ALBERTO POZZETTI, MARIO PAGANI E VITTORIO COTTAFAVI.