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Una coniglietta alla riscossa
Shelley, coniglietta di Playboy, vive una vita fantastica. Quando però compie ventisette anni, anziché la buona nuova di posare nella pagina centrale della rivista patinata, riceve la notizia di dover andarsene dalla mansion di Hugh Hefner: a quell'età (sembra) si è troppo vecchie per essere una coniglietta come si deve. Si ritroverà per strada senza soldi e senza un posto dove rifugiarsi, fino a quando finirà in una confraternita studentesca femminile che è sul punto di chiudere: le consorelle, infatti, sono poche e troppo poco popolari. Shelly le aiuterà a diventare più aggraziate e ben volute, aiutandole a uscire dal guscio in cui erano chiuse…
Come vuole la tradizione…
Una commedia, né più né meno. Guardando La coniglietta di casa si ha la sensazione di sapere sempre con anticipo quello che succederà poi, e raramente si sbaglia. L'impianto narrativo è quello ben collaudato delle tante commedie adolescenziali uscite negli ultimi anni: la causa scatenante che porta la protagonista 'dalle stelle alle stalle”, l'inizio della riscossa - non senza intoppi e colpi di scena - e infine la catarsi, se così si può chiamare, dell'eroina.
Non si fa mancare, come vuole la tradizione, neanche un po' di sano buonismo e spunto morale: non bisogna per forza uniformarsi alla massa - anche se aiuta, come mostra il film - per essere apprezzati, si può anche rimanere se stessi. O magari trovare il giusto equilibrio.
Nonostante il senso di già visto e sentito, o meglio "stravisto" e "strasentito", a tratti il film riesce a essere davvero divertente, alcune battute sono realmente riuscite e più di una risata scapperà anche ai più scettici. Merito, soprattutto, di una brava Anna Faris (presenza costante nella serie Scary Movie), che mostra di avere i giusti tempi comici, risultando simpatica e naturale, patinata al punto giusto, proprio come la rivista di Hugh Hefner.
Scontato e prevedibile, ma a tratti divertente
Forse non vi porterà al cinema, forse non si lascerà noleggiare in videoteca o acquistare in dvd, ma se vi capita non evitatelo come la peste, non lo disdegnerete. Le tinte pastello di cui si colora il film risultano, in qualche modo, leggere e apprezzabili. È pur sempre meglio di molti prodotti cosiddetti "comici" che si trovano nelle sale negli ultimi tempi.
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