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"L'altra faccia del sogno americano è popolata di dubbi e incertezze, crea interrogativi, insicurezza, frustrazioni. Il prezzo da pagare al successo è quello di perdere a poco a poco la conoscenza di sé stessi e di chi ci è più vicino. Su questo binario si muove il film, tratto dal libro di un romanziere, Kurt Vonnegut jr, che con l'arma di un'ironia nera e pungente ha messo a nudo quello che cova dietro i lustrini e le luci. L'essere, insomma, si ribella e chiede spazio all'apparire, ma il confronto è almeno all'inizio improbo. Il racconto si muove sul filo di una satira secca e diretta, c'è desiderio di autenticità, di recupero di una vita più misurata, e il percorso del protagonista, che all'inizio vuole uccidersi e alla fine viene arrestato come pazzo ma è invece alle soglie di una nuova esistenza, è ben condotto e sicuramente esemplare di una larga fascia di uomini e donne contemporanei. Pur caricato da qualche figura di contorno e da qualche situazione un po' sopra le righe, il film è da apprezzare per come mette in primo piano il cammino del protagonista dall'alienazione ad un recupero della propria umanità. Evidenziata qualche riserva e qualche confusione sul piano narrativo, il film resta interessante." ('Segnalazioi cinematografiche', vol. 127, 1999)
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