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"Dal romanzo di Edith Wharton, autrice che ha ispirato anche Martin Scorsese, la fine dell'innocenza vista attraverso gli occhi di una donna dell'alta borghesia caduta in disgrazia, con il sottofondo di salotti e delle strade di New York fin de siècle. Gillian Anderson, smessi i panni dell'eroina di 'X-Files' e diretta da un maestro come Terence Davies, s'immerge nella materialità ottocentesca e razionale di un mondo governato dall'esteriorità e dal denaro. Ieri come oggi. Come sempre". ('Carnet, 'settembre 2000)
"E' una grande idea scegliere Gillian Anderson di 'X File' come protagonista di un film tratto da un romanzo di Edith Wharton (…) Ma tutto il cast sorprendente è una conferma del talento del regista Terence Davies, l'autore geniale di 'Voci lontane… sempre presenti', 'Il lungo giorno finisce' e 'Serenata alla luna', passato da temi profondamente personali alla cine-versione d'un romanzo bello e difficile". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 10 novembre 2000)
"Di voci lontane sempre presenti Gillian Anderson se ne intende. Dalla tv al cinema, l'eroina di 'X-Files' si cala ora nelle atmosfere cupe e meschine create per lei da Terence Davies che filma un romanzo di Edith Warthon, ritratto di signora tra le ipocrisie della borghesia inizio '900. Ivory è lontano, ma da Davies ci si aspettava di meglio: il film è come pietrificato nelle geometrie della staticità care all'impeccabile regista inglese. Qui più inerti che morbose, più estetiche che statiche". (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 10 novembre 2000)
"Anziché scegliere la strada della fluidità narrativa, Davies disarticola le pagine del bestseller d'epoca, ne estrae altrettante scene concluse, teatralizza la cornice e fa di ogni quadro una tappa emblematica, mai gratuita, della caduta dell'innocente Lily Bart. (…) Con un gesto inventivo, Davies ha scelto, per interpretare la sfortunata Lily, Gillian Anderson, la protagonista di 'X-files', che si rivela bella all'antica come un ritratti di Sargente antipatica in giusta misura. Eric Stolz è molto bravo nel ruolo del suo amore impossibile. E sorprende nel ruolo del ricco cattivo Dan Aykroyd. E Terence Davies si conferma un autore anche lavorando al servizio di un mondo lontano da lui". (Irene Bignardi, 'la Repubblica', 5 novembre 2000)
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