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Paradossale, caustico, tenerissimo Marco Ferreri: quanto ci era mancato, quanto ci rallegra questo suo ritorno in gran forma sulla ribalta internazionale. (Tullio Kezich, Il Corriere della sera) Un cinema doloroso e apparentemente raggelato, carico di umanità e simpatia per gli esseri umani, e imbarazzato da questi sentimenti tanto da scegliere, per nascondere e nascondersi, la dimensione "cattiva" del grottesco. (Anna Maria Mori, La Repubblica) Ferreri ha fatto con "La casa del sorriso" non soltanto un film riuscito, ma quasi un gioco di prestigio, un cinemiracolo. (Lietta Tornabuoni, La Stampa) "La casa del sorriso" è racconto tenerissimo, a suo modo perfino pudico, ad dirittura divertente. I piccoli episodi le annotazioni minute non scivolano mai della tristezza, nello sconforto grazie a un contrappunto ironico e surreale suggerito da un finissimo estro registico. (Francesco Bolzoni, Avvenire) Bravissimi i due interpreti, splendido il contorno di personaggi minori fra i quali spiccano Vincenzo Cannavale e Maria Mercader. Dolci musiche di repertorio. (Paolo Scandaletti, La rivista del cinematografo)
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