Nel 1825 nelle campagne non molto distanti da Roma c'è la locanda chiamata "La Carbonara" con annesse osteria, stazione di posta, cambio di cavalli. 'Carbonara' è chiamata anche Cecilia, la bella proprietaria. Mentre nelle zone intorno briganti e gendarmi mantengono l'ordine e l'equilibrio spartendosi il territorio, quattro carbonari diretti a Roma si rifugiano nell'osteria. Tra questi Zaccaria, un vecchio amore della Carbonara. Arriva anche un frate: si tratta di Fabrizio, ex marito della Carbonara che lo credeva morto. I quattro hanno intenzione di sequestrare un cardinale di passaggio per chiedere in cambio la scarcerazione di alcuni compagni condannati a morte. Il sequestro fallisce, tre muoiono e l'ultimo, Fabrizio, viene arrestato in attesa dell'esecuzione. Quando ha capito l'identità dei due uomini, Cecilia cerca di ottenere presso il cardinale Rivarola la grazia per Zaccaria. Ma è Fabrizio, con uno stratagemma, a fare in modo che l'esecuzione fallisca. Zaccaria viene liberato, il cardinale riparte e, nei boschi, riceve l'omaggio di Lupone, il capo dei briganti. L'equilibrio, faticosamente costruito, forse può tornare a regnare. Intanto Cecilia vede arrivare alla locanda il principe azzurro a lungo sognato, e parte sul suo cavallo. Lupone li guarda e dice: "Dove andate?".