Anima cammina con me
Esiste un mondo, parallelo al nostro, in cui l'anima non risiede all'interno delle persone, bensì cammina al loro fianco sottoforma di daimon, un animale parlante che ne incarna lo spirito più intimo e profondo: ogni essere umano, dunque, possiede un proprio daimon, con il quale vive in assoluta simbiosi, e quanto accade all'uno accade anche all'altro, inscindibilmente. Ma il Magisterium – che, in tale dimensione fantastica, rappresenta il potere costituito – per oscure ragioni è ben deciso a recidere ogni bambino dal suo animale; a tal fine, ha incaricato gli infidi 'ingoiatori” di strappare i piccoli dalle loro famiglie, e di portarli in un laboratorio segreto al Polo Nord. Il compito di sventare un simile piano spetterà alla giovane Lyra, l'unica in grado di decifrare le infinite risposte della preziosa, nonché molto contesa, bussola d'oro…
Comprimere un mondo
Natale nuovo, fantasy nuovo. Dopo i fasti tolkeniani e potteriani il genere ha conosciuto una vera e propria rinascita, così il regista Chris Weitz e la New Line Cinema propongono, in tempo per le feste, l'adattamento del romanzo Northern Lights di Philip Pullman, primo episodio della trilogia intitolata – non senza un piacevole gusto criptico – Queste oscure materie, e bollata come 'anticlericale” per ragioni che in vero poco riguardano il film (certo nella figura del Magisterium si possono trovare alcuni riferimenti al dogmatismo ecclesiastico, ma sono di una tale labilità da risultare innocui, almeno nella trasposizione cinematografica). Sterili polemiche per un prodotto di semplice intrattenimento: La bussola d'oro, insomma, si limita a contrapporre il bene e il male con alcune variazioni sul tema, quali l'ambientazione in una sorta di presente fiabesco e – a suo modo – tecnologico, la simpatia degli spiriti animali (senza dubbio la trovata migliore della vicenda) e un'entità malvagia concreta, riconoscibile, vicina all'idea di totalitarismo e ai pericoli dell'uniformità di pensiero. Gli appassionati del fantasy 'puro” potrebbero non gradire, ma al film non si nega un particolare fascino dovuto alla sontuosità della confezione e agli ottimi effetti speciali, brulicanti in ogni inquadratura eppur discreti, mai invasivi; purtroppo, però, la sceneggiatura scritta dallo stesso Weitz non riesce nell'impresa (comunque ardua) di comprimere un universo così vasto in meno di due ore, e procede disomogenea, a frammenti, con personaggi che compaiono dal nulla, troppe sfaccettature e passaggi narrativi affrettati. E il ritmo ne risente, anche a causa di una regia alquanto impersonale.
Resta qualche momento riuscito e un buon cast, in cui la brava Dakota Blue Richards – all'esordio – si oppone a una Nicole Kidman (magnificamente) fuori parte.
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"Dopo tanti fantasy vecchi e nuovi ma sempre per bambini, eccone uno capace di incantare anche gli adulti grazie alla finezza del tratto, alla complessità dei riferimenti e al tratto apertamente anti-oscurantista, assai controcorrente in queste storie di magia che spesso celano "messaggi" più o meno evangelici. (...) Una ridda di riferimenti insieme culturali e spettacolari in cui entrano anche un cowboy-aeronauta con cappello e baffoni, dirigibili da combattimento, cruente lotte fra orsi. E un piccolo, caldo mondo di bambini in lotta contro gli intrighi e le bassezze degli adulti, che fa della 'Bussola d'oro' un film davvero insolito in un mondo sazio di Harry Potter e derivati, e di incantesimi sempre più vuoti e a buon mercato." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 14 dicembre 2007) "Affidata a Chris Weisz la confezione è della migliore qualità britannica e gli interpeti, inclusi quelli che nell'originale si limitano a dar voce agli animali, sono tutte stars, con una Nicole Kidman bella e cattiva e un Daniel Craig carismatico e buono. Ma la novità mi pare che consista proprio nel fatto che gli effetti speciali sono ormai effetti normali; e costituiscono quella chiave in più che il cinema si è faticosamente fabbricato per farci entrare nel regno delle favole." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 14 dicembre 2007) "'La bussola d'oro', fantasioso e inventivo, capace di dare grandi sensazioni di meraviglia, somiglia un po' nello stile e nel gusto fiabesco a 'La storia infinita' di Petersen. I valori produttivi sono impeccabili, il messaggio didattico del tutto condivisibile, non c'è ombra di melensaggine. Peccato che il film riveli come Nicole Kidman invecchi male: i recenti interventi hanno trasformato la sua faccia graziosa e sensibile in quella di un'immobile pupazza. Il corpo resta bellissimo, nei costumi eleganti e streganti di Ruth Myers." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 14 dicembre 2007) "A Natale bisognerebbe star tranquilli, non andarsi a cercare gli incubi affastellati da Chris Weitz, nel polpettone epico, ispirato dall'omonimo libro di Philip Pullman, all'inseguimento del successo di Harry Potter, con corteo di streghe, maghi e religiosi pazzi. E peccato per un cast di stelle, che brillano poco (...). Dietro le quinte, la squadra creativa s'industria a suggestionare i piccoli con orsi corazzati e leopardi delle nevi, mentre un'aurora boreale asfittica scurisce il fantasy, che nasconde una prepotente ambizione: insegnare agli juniores il culto per la Scienza e il disprezzo per la Fede. Pullman è un ateo dichiarato e seguire le sue elucubrazioni, intanto che inermi cuccioli d'uomo vengono fatti fuori in un lager del nord, stucca." (Cinzia Romani, 'Il Giornale', 14 dicembre 2007)
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