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La Bomba Recensione

"La Bomba" recensioni

Film
La Bomba
Autore
anonymous
Data della recensione
2006-03-23 10:55:06
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Giulio Base, torinese, 35 anni, nei film precedenti ('Crack', 'Lest', 'Lovest', 'Poliziotti') pareva portato ai temi drammatici e nella repentina conversione alla farsa non risulta a suo agio. Vittorio Gassman, capomafia senile smemorato e distratto, è generoso, bravo; suo figlio Alessandro Gassman confonde la recitazione con lo strepito, e ha gli occhi troppo truccati". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 25 ottobre 1999)

"Bomba di carta. L'ennesimo tentativo di fare solletico al pubblico italiano e sottrarlo alla tv con il 'profumo di commedia'. In trincea la famiglia Gassman (diretta da Giulio Base): Alessandro, con una combriccola di aspiranti attori a New York, mette in piedi una falsa gang mafiosa del pizzo; Vittorio è il vero boss; l'ex moglie Shirley Winters l'insegnante dell'Actors Studio. Divertimento innocuo, di gag, con varie inverosimiglianze, tenero quando ricordi 'I soliti ignoti' e l'affetto delle parentele". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 23 ottobre 1999)

"Lo spunto è spiritoso e anche originale, almeno fino al giochino che vede riuscire così bene il trucco dei finti mafiosi, dopo, però, sia la struttura del racconto, scritto da Giulio Base e da Filippo Ascione, sia i modi di rappresentazione non riescono a mantenersi sempre all'altezza della trovata iniziale. Certo, quel terzetto di amici è disegnato con tratti ameni, di rado, però, si va al di là della caratterizzazione facile. Un po' più solido il personaggio del boss. Grazie però a Vittorio Gassman, e quello della direttrice dell'Actor's Studio, fatto interpretare da Shelley Winters. Anch'essi, comunque si perdono in un contesto in cui tutto e tutti sono coloriti, oltre il necessario, in cifre in cui la commedia sembra privilegiare i toni esagitati. L'unico, a parte i due autorevoli anziani, che riesca ad imporsi con una recitazione controllata e anche composita è Alessandro Gassman." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 23 Ottobre 1999)

"Soggiorni al Plaza, festa di San Gennaro a Little Italy, la falsa sudamericana Lola Pagnani con la passione dei cannoli, shopping newyorkese, canzoni ('Tu vvo' fa' l'americano'). Giulio Base, torinese, 35 anni, nei film precedenti ('Crack', 'Lest', 'Lovest', 'Poliziotti') pareva portato ai temi drammatici e nella repentina conversione alla farsa non risulta a suo agio. Vittorio Gassman, capomafia senile smemorato e distratto, è generoso, bravo; suo figlio Alessandro Gassman confonde la recitazione con lo strepito, e ha gli occhi troppo truccati." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 25 Ottobre 1999)

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