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L.a. Confidential Recensione

"L.a. Confidential" recensioni

Film
L.a. Confidential
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-11-06 04:00:53
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"'L.A. Confidential' di Curtis Hanson è un film proprio come quelli che si vedono abitualmente al cinema: e in un festival fa la figura del cane in chiesa. Tratto da un romanzo di James Ellroy, ambientato nei primi anni Cinquanta, il copione tiene dietro a troppe situazioni e non brilla per chiarezza". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 15 maggio 1997) "Il mondo di 'L.A. Confidential' è quello di James Ellroy: duro, nero, sanguinolento, corrotto. Ma nel film di Curtis Hanson le storie e il linguaggio duro e debordante di Ellroy sono tradotte in una messinscena scattante ed energica, che calca il pedale dell'ironia e della citazione e perde il sentimento di disperazione e follia tipico del mondo dello scrittore. E se per un attimo si può avere l'impressione che il film cresca tanto da assomigliare a Chinatown, la speranza dura poco. 'L.A. Confidential' è un brillante film di genere, con una bella ricostruzione d'epoca di Jeannine Oppewall, una splendida fotografia di Dante Spinotti, e una notevole squadra di attori in cui, accanto alle star Kim Basinger, Kevin Spacey e Danny De Vito, sono protagonisti due efficaci attori australiani, Russell Crowe e Guy Pearce: poliziotto violento il primo, incorruttibile il secondo. Niente di nuovo, poche emozioni, ma tutto ben impacchettato, e con qualche risata cinefila come ciliegina". (Irene Bignardi, 'la Repubblica', 15 maggio 1997)

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