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"August ha il coraggio di non attenuare la densa materia narrativa. La sua prosa, dai ritmi lenti, non indietreggia davanti a nulla. In diverse sequenze riesce vittoriosa; è più incerta in altri momenti guadagnati a una didascalicità un poco televisiva. Il film, sempre ben modulato, in particolare nei capitoli conclusivi sviluppa senza enfasi i gran tema dell'amore e del perdono cristiano e dice che la propria terra promessa uno può trovarla nei luoghi dove vive. Curatissima la ricostruzione ambientale; e non soltanto negli scenari nordici ma anche negli sfondi palestinesi sospesi entrambi in una luce smorta che rimanda alle stampe ottocentesche. E bravi oltre ogni dire gli interpreti". (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 28 novembre 1997)
"Il tema e lo svolgimento rimangono però curiosi ci informano di usi costumi e nevrosi ben localizzati. E se da principio è come un 'Albero degli zoccoli' nordico, con le faide e conti in tasca di famiglia contadina, poi il film parte per la Terra santa, dove incontra la grottesca Olympia Dukakis, presidente di una comunità che si rivela molto poco ideale: ma la materia drammatica langue e l'interesse decresce. Avanza invece il complotto sentimentale, mettendo in marcia un film romantico, parallelo al mistico e vicino al mondo della favola nordica. August annuncia che si tratta di un film contro ogni integralismo, quindi lo si plaude per la nobiltà e l'attualità dell'intento anche se lo svolgimento non ha forza espressiva o tragica. A sollevare il tutto c'è un'attrice straordinaria, Pernilla, moglie del regista, con una recitazione naturalistica precisa al millesimo". (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 29 novembre 1997)
"Fotografia, costumi, scenografia sono di qualità ed è eccellente il cast corale in cui spicca insieme ai citati Enere, Bonnevie e Taube, Pernilla August (moglie del regista) alle prese con un complesso ruolo di isterica. Tuttavia, pur affrontando l'allarmante e attualissimo tema del fondamentalismo religioso (in questo caso cristiano), 'Jerusalem' resta un film illustrativo, con una scansione narrativa da romanzo sceneggiato più adatta per il piccolo schermo". (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 29 novembre 1997)
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