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"David Bailey - si proprio lui: il conosciuto fotografo - ricorre a Charlotte Gainsbourg, Nastassja Kinski e Molly Parker per sostenere un film fatto di evanescenti presenze che non rimandano ad altro che a se stesse: suonatori di sassofono, giovani artisti, intellettuali snob, attraversano il film senza lasciare traccia duratura. E lo spettatore se ne accorge subito. In uno spreco di jazz, di grandangoli e di sentenze dimenticabilissime". (Mario Calderale, 'Segnocinema', settembre/ottobre 2000)
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