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The Innocent Recensione

"The Innocent" recensioni

Film
The Innocent
Autore
anonymous
Data della recensione
2006-03-23 10:42:16
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Sceneggiato dallo stesso McEwan, il film di John Schlesinger rispecchia il contenuto del libro con qualche variante. Per esempio è omesso l'intero capitolo XVIII, dopo che lui e lei hanno issato il corpo sul tavolo e tirato fuori una sega: sullo schermo, durante l'orrenda macellazione, la macchina da presa vagola qua e là per il cortile ritagliandosi personaggini e scenette di colore. Per il resto Schlesinger ha fatto un buon lavoro accurato nell'ambientazione tedesca. Tra gli interpreti il migliore è il giovane Campbell, che sembra ispirarsi nella sua inquieta normalità a quella frase del libro in cui, rivolgendosi a un'immaginaria corte d'assise, il personaggio dice: 'Sì, sono un assassino, ho fatto a pezzi un cadavere, ho mentito e tradito. Ma non sono affatto diverso da voi, non sono un criminale e ho sempre agito scegliendo la strada del male minore'. Il grande Hopkins appare invece in difficoltà nella situazione che nel libro avviene fuori scena, in cui offre i suoi servigi a Maria e scoprendosene innamorato fa brillare addirittura una lacrima: troppo anche per un attore del suo calibro." (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 27 dicembre 1993)

"Alla base, un romanzo di Ian McEwan, 'Lettera a Berlino', sceneggiato dal suo stesso autore. Lo ha tradotto per lo schermo John Schlesinger privilegiando sull'avventura e i temi di spionaggio il rapporto sentimentale fra Leonard e Maria che, pur rischiando, al momento di concludersi, temi quasi truculenti, con pagine addirittura efferatissime - c'è perfino un cadavere tagliato a pezzi e rinchiuso in due valigie - riesce a proporsi, grazie al suo tocco, con modi soprattutto intimi e raccolti anche se le emozioni calde e i sentimenti forti trovano sempre il loro spazio." ('Il Tempo', 31 dicembre 1993)

"Semplificato, fin troppo ripulito dalle ambiguità dei personaggi e - soprattutto- dalle incertezze del protagonista, 'The Innocent' soffre del timore di non essere compreso, ha un andamento perplesso, è rigido e meccanico negli snodi narrativi, tanto da sembrare costruito esclusivamente in funzione di un clima. risolto poi in gran fretta. Quanto a Isabella Rossellini, una Maria trepidante e doppiata, il ruolo di donna offesa nel corpo e votata all'iniziazione erotica non è poi così lontano da ' Velluto blu' di Lynch. Ma nel prefinale c'è un suo omaggio a mamma Ingrid Bergman in 'Casablanca'. A voi scoprirlo." (Stefano Martina, 'Il Messaggero', 4 gennaio 1994)

Copyright © Cinematografo 2006.



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