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Un uomo in colletto bianco che veste i panni dell'eroe d'azione
Mark Whitacre (Matt Demon) è un biochimico all'interno di un gigante dell'agro-alimentare, la Archer Daniels Midland (ADM). Presto si convince che per farsi strada all'interno dell'azienda debba compiere un gesto eroico, fino a diventare una sorta di modello di moralità e trasparenza per l'uomo di strada: è così che decide di rivelare all'FBI le attività illegali della compagnia, come l'accordo sui prezzi. Tuttavia, nel suo nuovo ruolo di 'agente segreto” non se la cava magnificamente, tanto che l'indagine sulla ADM rischia di andare a monte...
Gli scandali dell'industria agro-alimentare
Basandosi sul libro omonimo di Kurt Eichenwald, lo sceneggiatore Scott Z. Burns consegna nelle mani del regista Steven Soderbergh uno script di tutto rispetto in cui gli opposti registri della commedia e del thriller vengono combinati con sapiente abilità. Il film racconta una storia realmente accaduta, ovvero la vicenda assurda di un biochimico che negli anni tra il 1992 e il 1996, pur rivestendo un incarico di alto livello in un'industria agro-alimentare, decide di collaborare con l'FBI, forse in preda a una crisi di coscienza, per smascherare la condotta illegale dell'azienda presso cui lavora, la quale a suo dire sarebbe implicata in un piano volto a concordare il prezzo di un nuovo additivo alimentare, chiamato lisina. Dopo oltre due anni di registrazioni e conversazioni, il dipartimento di giustizia raccoglie tutte le prove di cui ha bisogno per sostenere l'accusa contro l'ADM, e a questo punto Mark Whitacre è ingenuamente convinto che, fatta piazza pulita dei vertici dell'azienda, sarà lui a colmare quel vuoto. Ma le cose andranno diversamente, tanto che allo stesso Whitacre sfugge di mano la situazione, cominciando a raccontare storie non più vere e falsificare documenti, montando un impianto di menzogne che finirà col ritorcerglisi contro. Il premio Oscar Matt Demon riesce magnificamente a calarsi nei panni di un personaggio comico, doppiogiochista, solo in apparenza astuto ma nei fatti infinitamente patetico nel suo strenuo tentativo di recitare la parte dell'integerrimo collaboratore di giustizia. Dopo opere intense come i due film sul Che, Soderbergh ritorna alla commedia regalandoci una storia interessante sugli scandali dell'industria alimentare, sostenuta da un ritmo e un'ironia coinvolgenti. L'idea di rivelare poco alla volta il meccanismo della menzogna che regge l'intero impianto narrativo è un ottimo espediente per tenere gli spettatori incollati alla poltrona. Il tono brillante della storia è poi sostenuto da una colonna sonora che è senza dubbio fra gli elementi più creativi del film: scritta dal premio Oscar Marvin Hamlisch, essa riesce infatti a suggerire immediatamente il tono comico della pellicola, tanto che sarebbe impossibile immaginarla senza questo indispensabile accompagnamento musicale. Infine, un altro escamotage che rivela la chiave umoristica del film è costituito dalla voce fuori campo di Whitacre; i suoi monologhi interiori, lungi dall'avere un legame con la scena che si svolge sullo schermo, sono piuttosto delle sconclusionate digressioni che chiariscono la psiche borderline del protagonista, facendoci presagire l'imprevedibile epilogo a cui l'eroe andrà incontro.
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"L'altra faccia della denuncia di Michael Moore e l'esilarante 'The Informant!' di Steven Soderbergh, dominato da un Matt Damon appesantito e sfigurato da baffi e naso finto nei panni dell'ometto acquattato come un topo nel formaggio nel sogno americano. (...) Da uno spunto simile (spionaggio e paranoia come anticamera dell'idiozia) giusto un anno fa i Coen tirarono fuori il facilone 'Burn After Reading'. Soderbergh invece non si fa beffe dei suoi personaggi, ma rintraccia una paradossale grandezza (e una inaspettata fonte di ispirazione visiva) in questa parata di sogni e idiozie. Le scuole di cinema dovrebbero proiettare in parallelo il total glamour di 'Ocean 11' e il grigiore di 'The Informant!'. Sarebbe una bella lezione." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 08 settembre 2009) "Meno ambizioso, ma ahime poco incisivo si e rivelato il film fuori concorso di Steven Soderbergh 'The Informant!', una commedia nera di ambiente finanziario ravvivata solo dall'ennesima, superba incarnazione di Matt Damon. La storia, tratta da un libro del giornalista Kurt Eichenwald, dettaglia con una certa farraginosita e una flebile ironia le avventure dell'uomo senza qualita nonche manager rampante Mark Whitacre, divenuto agente dell'FBI per vocazione, necessita o tranfert psicotico personale." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 08 settembre 2009) "A decostruire l'unico mondo reale conosciuto, tutto il resto e ideologia, secondo gli adepti di Wall Street, ci pensa Steven Soderbergh (George Clooney produttore esecutivo) in 'The Informant!' che duetta da lontano con 'Capitalism: A Love Story' Il regista di 'Che', 'Traffic' (Oscar), 'Erin Brockovich', 'Sesso, bugie e videotape', in cima alla vetta del cinema Usa, smonta pezzo per pezzo la macchina trita-uomini che ha prodotto il crack mondiale. (...) La solennita di Michael Mann lascia il campo a una satira feroce, a una verita scomposta in mille rivoli di menzogne, il film dipana un'esilarante concatenazioni di sotterfugi, furbizie, paradisi fiscali, documenti contraffatti, malaffari legali... (...) Soderbergh in questo film che non da tregua, e sposta continuamente la percezione del male, si avvicina alla grandezza di 'Monsieur Verdoux', il Charlie Chaplin assassino di ricche vedove che in tribunale pronuncia il leggendario atto di accusa contro i grandi criminali della storia." (Mariuccia Ciotta, 'Il Manifesto', 08 settembre 2009) "Tutto il film e un racconto in stile convenzionale della deriva in cui il protagonista viene travolto dalla disonesta sua e dei suoi colleghi: eppure si ride spesso. Merito di Damon, del suo modo di recitare in maniera ammirevole un uomo-caos nel caos del mondo."(Lietta Tornabuoni, 'La Stampa, 08 settembre 2009) "'The Informant!' e un thriller curioso e sapido, venato di grottesco che, superate le difficolta iniziali dello spettatore nel capire la truffa, va avanti come un treno. Il film ha richiesto sette anni di gestazione per la sceneggiatura, mentre e stato poi girato in poco più di un mese." (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 08 settembre 2009) "Esilarante e il suo duetto con l'agente FBI che ha creduto in lui. Una figura da grande commedia hollywoodiana, mentre l'impassibile scemenza di Mark ci riporta alla grandezza del Sellers nei panni dell'ispettore Clouseau." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 08 settembre 2009) "Il film e splendidamente costruito. Una scatola cinese dove salta fuori a ogni apertura un Damon diverso. Una scatola senza fine, perche il maledetto ha mille risorse. Non ultima quella di vendere la storia ai giornali scandalistici facendoci la figura della vittima delle odiose multinazionali." (Giorgio Carbone, 'Libero', 08 settembre 2009) "Soderbergh - seguendo una magnifica sceneggiatura di Scott Z. Burns, gia autore di 'The Bourne Ultimatum' - trasforma una storia di spionaggio industriale in una scoria di spionaggio tout-court, con i ribaltoni di un thriller e gli equivoci di una commedia sofisticata. È inevitabile il paragone con 'Erin Brockovich', diretto da Soderbergh nel 2000 proprio mentre il caso Whitacre esplodeva. Ma c'e una differenza fondamentale: Erin era un'eroina vera, una combattente per i diritti dei consumatori; Whitacre potrebbe essere la stessa cosa... ma e anche un imbroglione pro domo sua. Nel finale, quando lo vediamo in carcere, non si può non pensare a 'Mr. Verdoux' di Chaplin e all'immortale riflessione sul diverso destino di chi ammazza quattro o cinque mogli, e di chi invece manda milioni di giovani a morire in guerra. Nel caso Whitacre non si parla di morti - ma di milioni di dollari, e di frodi consumate ai danni della comunita. Si chiama capitalismo, bellezza." (Alberto Crespi, 'L'Unita', 08 settembre 2009) "In gran forma Soderbergh, che riscatta i due invendibili mattoni su Che Guevara." (Maria Rosa Mancuso, 'Il Foglio', 08 settembre 2009)
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