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"Un capolavoro poliziesco urbano, diretto da Don Siegel con eccezionale senso del ritmo e della violenza. Sembra un film reazionario, ma una visione più attenta rivelera motivazioni plausibili. Niente a che vedere con i successivi 'Callaghan'." (Francesco Mininni, 'Magazine italiano tv') "Il film, anche se diretto con buon mestiere e interpretato da attori molto convinti del loro ruolo, non e di interesse tale da motivarne abbastanza la 'riedizione' se non sul piano del film d'azione all'americana ben impostato e, per conseguenza, tale da conservare ancora la sua presa spettacolare. Viceversa, esaminato nel contesto attuale della criminalita comune e di quella scatenata in nome di ideali pesudopolitici, la figura di 'Harry la Carogna' ripropone delle tematiche assai attuali: in primo luogo la figura del poliziotto che, in perenne pericolo di morte o di gravi lesioni personali, si trova nella continua tentazione di cedere alla violenza nell'azione e nei sentimenti a causa delle brutture che deve combattere. In secondo luogo, dalle situazioni descritte emerge la necessita di leggi e di apparati giudiziari che, tutelando i legittimi interessi dei cittadini e perseguendo adeguatamente la delinquenza, riescano da una parte a impedire gli abusi di tipo fascista da parte della polizia e, dall'altra parte, non concedano troppe scappatoie legali ai criminali che se ne avvalgono sino a creare quelle spirali di violenza contro le quali e poi troppo difficile reagire." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 89, 1980)
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