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Iron Man Recensione degli utenti

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Giudizio medio:4 star

(9 recensioni utenti / 42 giudizi utenti)

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Iron Man recensioni

Giudizio
3/5
Autore
pietro.signorelli   [ Profilo | Recensioni ]
Miglior aspetto del film
n/a
Peggior aspetto del film
n/a
Recensione

Robert Downey Junior (bravo attore specializzato in parti off e di film indipendenti, come nel film In Dreams, che ha partecipato sempre a produzioni ai margini dei fasti di Hollywood), veste i panni (o meglio l'armatura) di uno dei supereroi Marvel che nella conoscenza generale non è famoso tanto quanto altri, ma che di contro è interessantissimo per tutte le sfaccettature che presenta rispetto ai canoni normali degli eroi in calzamaglia. In questo caso l'anima d'acciaio non è solo un veicolo di potenziamento, ma una necessità di vita, in quanto il miliardario Anthony Stark subisce un terribile trauma al cuore nel corso del suo rapimento in Afghanistan da parte di un gruppo di ribelli organizzati. Per potersi salvare deve avere l'aiuto di un altro prigioniero, che gli mette un impianto meccanico rudimentale nel petto (alimentato da una batteria di auto in stile e uso catetere). Finita la prigionia perfeziona il meccanismo, acquisisce una maturità spirituale ben diversa rispetto a quella del passato e decide di dedicare la propria vita ad aiutare l'umanità rinnegando quelle armi su cui aveva costruito il suo capitale. Per farlo costruisce una armatura tecnologicamente avanzata, che userà ben prima di quanto pensi. In questo film il nome da super eroe del protagonista arriva solo nelle fasi finali, la denominazione Iron Man passa in secondo piano rispetto a quella dell'uomo Tony Stark, che usa la tecnologia per migliorare spirito ed intelletto. In effetti la prima parte è sicuramente la migliore, con la sua claustrofobica ambientazione “povera” nelle grotte dove si forma l'uomo vero che migliora, in maniera credibile ed interessante. Anche il ritorno alla ricchezza della civiltà è un dettaglio, la sua mente ormai è concentrata a fare ben altro, per la sua sopravvivenza e per riparare agli errori del passato (frasi come “Io preferisco l'arma che si deve usare solo una volta” non faranno più parte del suo lessico), i soldi diventano solo un mezzo per costruire le (vere) armi del bene.

Impostazione di base complessa e poco tradizionale dei supereroi con superproblemi, d'altronde Iron Man nella storia Marvel è sempre stato uno dei “maturi”, quello che non si esitava ad innestare in trame e intrighi politici non solo in versione antirussa durante la guerra fredda ma anche contro il misterioso e minaccioso oriente (vedi un suo nemico storico, il Mandarino, che non è detto che non appaia come prime-villain in un eventuale seguito visto che qua è presente brevemente come una specie di occulta minaccia), non a caso poi è il capo degli Avengers di cui è membro storico. Purtroppo dopo la prima parte il film si sgonfia, si perde e ripete in siparietti umoristici dell'uomo che parla con la sua armatura e il computer Jarvis (che nel fumetto è il fedele servitore degli Avengers), qualche cosa stucchevole (il cuore scultura nella piccola teca) ed evolve in un combattimento stile Robocop 2 davvero di poca fantasia, abbassando di parecchio il valore complessivo del film, dato che la sfarzosa inevitabile lotta è troppo lunga e decisamente di impatto ben inferiore a quelli dei raggi repulsori che escono dai guanti e dai calzari di Iron Man. Di fronte a una sceneggiatura che fa la fine del canotto sgonfiato abbiamo un cast di tutto rispetto, che oltre a una convincente interpretazione di Downey Junior, davvero bravo, si avvale di una Gwyneth Paltrow in grande spolvero fisico (interpreta l'assistente fidata Pepper Potts, coinvolta emotivamente dal suo capo), Terrence Howard è James Rhodes, il miglior amico di Tony e ufficiale d'alto grado, per concludere con la suggestiva presenza di Jeff Bridges rapato a zero, interpretando Obadiah Stane, il consigliere numero uno di Stark.

Camei a profusione, con quello inevitabile di Stan Lee (in mezzo a delle biondone fa Hugh Hefner, l'ideatore di Playboy), due agenti Shield come Samuel L.Jackson e Hilary Swank, e lo stesso regista Jon Favreau fa la guardia del corpo e l'autista. Discorso a parte merita quello della scelta in casa Marvel di un regista (fondamentalmente un attore) praticamente novizio in questo ruolo, dopo aver insignito di tale ruolo per altri eroi ben altri nomi (Raimi, Ang Lee per esempio), volontà di poter amministrare a volere e potere delle sceneggiature calibrate di personaggi non di sicuro grande attecchimento di base (Iron Man non è l'Uomo Ragno ovviamente) senza rischi autoriali soprattutto in una ottica di produzione successiva dei seguiti. Comunque indipendentemente dalle strategie, il regista il suo lavoro lo fa senza problemi, rispetta modi e tempi, fa evolvere a dovere il personaggio centralizzando nelle inquadrature Stark (grande punto di forza questo) poi dopo non è colpa sua se dovendo dirigere l'inevitabile combattimento deve fare solo lo yes man.

Gli effetti speciali della Industrial light & magic sono davvero di pregevole fattura, con dei voli mozzafiato e movimenti ottimi delle armature, che si integrano perfettamente nello sfondo cittadino (e stavolta non c'è la martoriata New York ma le spiaggie della West Coast, incredibile la villa del magnate eroe).

In definitiva un buon film su uno dei supereroi maturi della casa delle idee, che parte davvero bene ed è sorretto da un cast d'eccezione e degli effetti del tutto validi, garantendo un divertimento intelligente e buoni spunti. Purtroppo la fase d'evoluzione successiva si perde in alcune cose troppo pacchiane e il percorrere strade non nuove nella fase finale porta un calo di fascino troppo marcato e sensibile facendoci uscire dalla sala un po' delusi. Alla prossima, sperando nell'arrivo di villain di fascino esotico, tenendo conto che la trama futura non abbisognerà del racconto delle origini e potrà partire subito con altro. Visto come è andata con questo, se sarà un bene o un male lo vedremo.

Date reviewed
17/05/2008

1 di 3 utenti hanno giudicato questa recensione utile.

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