Vuoi le news di Yahoo! Entertainment sul tuo cellulare? Clicca qui
"Terzo remake del film di Siegel, dopo le versioni di Kaufman e Ferrara, diretto dal tedesco Hirschbiegel ('La caduta') che si garantisce politicamente, con riferimenti continui a oggi, tanto che alla fine l'opzione è: con Bush in Iraq, o con gli alieni che iniettano il virus zombie durante il sonno. Il dr. Daniel Craig, perplesso e svogliato per tutto il film, poi promosso a 007, sceglie gli ultracorpi, tradendo la sua fantastica Nicole Kidman (l'unica con aspetto alieno) mammina divorziata con marito perfido (Jeremy Northam, che fa davvero paura) ma per fortuna con piccino immune. Finale adrenalinico con corsa di fuoco auto-elicottero e gran dispendio di vomito color foglie morte. Rimaneggiato nello script, il film parte bene ma rimane al bivio, non ha la forza di un ripensamento sulla civiltà in panne (vedi il best seller 'La strada' di Mc Carthy) ed inverte la marcia sul catastrofico con signora sola in piena apocalisse, elargendo lieto fine." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 12 ottobre 2007) "'Invasion' aveva una trama che aveva sempre funzionato. Hirschbiegel pensò di cavarne una testimonianza su uno dei mali del nostro tempo: l'apatia, l'indifferenza che ci porta ad occuparci di troppe cose avendo interesse per poche. Il fatto di avere come protagonista una brava attrice e una bellissima donna come Nicole Kidman non gli ha giovato. La Kidman, alle prese anche con due uomini, cura in maniera anche un poco ossessiva il figlioletto. E questo sbilancia il racconto che, come un normale film d'azione, offre spaventi, inseguimenti di auto, pistole spianate e via dicendo. (..) Insomma, un film in carta carbone, un intrattenimento magari 'ben fatto' che assomiglia a tanti altri in circolazione." (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 12 ottobre 2007) "Dagli 'Invasati' di Jack Finney continuano a essere tratti film interessanti, violando la norma non scritta che dice: 'Da buon libro, brutto film'; e viceversa. Quello di Finney è invece un classico della letteratura. Probabilmente 'Invasion', il film trattone da Oliver Hirschgiebel (quello de 'La caduta', il film su Hitler) in origine era forse il migliore, dopo quello di Don Siegel, 'L'invasione degli ultracorpi'. Poi la produzione ha allontanato Hirschgiebel e assunto i fratelli Wachowsky di 'Matrix', salvo essere ancora scontenta e tenere il film nel cassetto per un anno. Sconcerta che, come nell' 'Invasione degli ultracorpi', si sia imposto ad 'Invasion' il lieto fine, al quale si erano sottratti gli altri due film sul tema, quelli di Philip Kaufman, 'Terrore dallo spazio profondo', e Abel Ferrara, 'Ultracorpi - L'invasione continua'. (...) Lodi invece al costumista, che ha vestito a dovere Nicole Kidman, in cachemire grigio e impermeabile inglese, cioè da signora per bene; bellezza e mestiere fanno il resto. Meno notevoli gli altri attori, Daniel Craig (l'amante) e Jeremy Northam (l'ex marito), àtoni perfino prima del contagio" (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 12 ottobre 2007)
Copyright © Cinematografo 2007.
L'Invasione silenziosa
Uno shuttle in missione nello spazio, in seguito ad un'avaria meccanica, precipita misteriosamente sulla terra, lasciandosi dietro una pioggia di rottami contaminati da uno strano virus alieno, capace di prendere il controllo degli esseri umani e di assoggettarli al proprio volere.
Una psichiatra coraggiosa - con figlioletto al seguito - tenterà di sopravvivere all'invasione...
Remake del remake
The Invasion , diretto dal regista tedesco Oliver Hirschbiegel (La caduta) è il remake 'doppio” di un film cult degli anni Cinquanta L'invasione degli ultracorpi (1956), sorta di monumento storico alla fantascienza old-style e paranoica di quel periodo oscuro, durante gli anni psicologicamente più duri della guerra fredda. L'invasione aliena e la relativa e sistematica sostituzione degli esseri umani con automi privi di sentimenti altro non era che una - non troppo velata - metafora del comunismo e della madre Russia in generale.
Meno 'politico” ma ugualmente ansiogeno e paranoico è il remake uscito vent'anni dopo Terrore dallo spazio profondo (1978), con un protagonista Donald Shuterland in fuga per resistere all'invasione.
Dopo altri vent'anni esce ora un altro remake, in tempo di guerra e terrorismo, nell'era di internet e della globalizzazione.
Chi dorme muore
La regola è semplice: una volta infettati, non bisogna cadere addormentati o sarà la fine: il virus infatti prende il possesso del corpo e della mente dell'ospite durante la fase REM, ed ovviamente ovvio la protagonista (l'algida Nicole Kidman) tenta per tutto il film di rimanere sveglia.
E il pubblico anche: purtroppo la pellicola ha una buona partenza, riesce ad instillare un sottile senso di paranoia e di paura, ma non appena varcata la soglia dei quaranta minuti (ovvero superata la metà dell'opera) inizia a mostrare segni di cedimento, la trama inizia a farsi confusa, i personaggi agiscono in maniera illogica e la vaga tensione ansiogena descritta scema
Il finale si rivela poi piatto, istituzionale (e assolutamente non in linea con quello memorabile di Terrore dallo spazio profondo ) chiudendo tragicamente il tutto, rifilandoci in maniera piuttosto subdola e semplicistica l'ovvia e abusata metafora dell'umanità dominata dagli istinti e dalla violenza resa 'docile” ma priva di sentimenti dal virus alieno.
Una tematica affrontata forse con più efficacia nello sconosciuto Equilibrium
Copyright © Spaziofilm.it 2007.
