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Inkheart - La Leggenda Di Cuore d'Inchiostro Recensione

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Scheda Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2009-02-19 17:14:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Giudizio: OOOOO   Mo (Brendan Fraser) e la figlia Meggie (Elisa Hope Bennett) sono "silvertongue": danno vita ai protagonisti dei libri leggendo ad alta voce le loro storie. Un dono dal rovescio della medaglia perché tutte le volte che un personaggio di carta si palesa nella realtà, una persona reale scompare nella finzione. Una disgrazia che accade alla moglie di Mo quando il marito legge una favola medievale popolata da mostruose creature… Tratto da una fortunata trilogia di Cornelia Funke, Inkheart - La leggenda di Cuore d'Inchiostro è una versione per bambini del Seme della follia, dove i mostri fanno ridere, le invenzioni si alternano agli omaggi (Il mago di Oz, Peter Pan) e gli scambi tra realtà e finzione riusciti e mai intellettualistici. Iain Softley - anche produttore con la Funke - dimostra di conoscere i meccanismi del fantasy, trovando il giusto equilibrio tra commedia, azione, e immaginazione. Bravo Fraser, impareggiabile (ma non è una novità) "zia" Helen Mirren. Siamo più dalle parti di Narnia che di Hogwarts (Harry Potter), ovvero nei limiti di un genere che inizia a mostrare segnali di stanchezza. Inkheart però un merito tutto suo ce l'ha: aver trasformato l'Italia - dove è stato girato - in un Paese da favola.

Copyright © Cinematografo 2009.

Scheda Film
Inkheart - La leggenda di Cuore d'Inchiostro
Autore
anonymous
Data della recensione
2009-02-24 08:00:59
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Il sogno di ogni scrittore!

Ogni volta che Mo Folchart legge un libro, i personaggi narrati in quella storia escono letteralmente fuori dalle pagine e prendono vita nella realtà. Da quando Resa, sua moglie, è sparita fra le pagine di un libro rarissimo, Inkheart, lui e la figlia Maggie sono alla ricerca di una copia che possa riportarla indietro. Tra personaggi affascinanti e ambientazioni suggestive, dovranno fronteggiare i malvagi del romanzo, per nulla intenzionati a ritornare fra le pagine di carta…

La parola scritta ha un potere enorme

Cosa succederebbe se i personaggi di una storia scritta prendessero vita, proprio come nei sogni reconditi dei più appassionati scrittori o dei più assidui lettori? Tralasciando i numerosi pro e contro, sarebbe fantastico.

È proprio questo che Inkheart – La leggenda di cuore d'inchiostro e la sua autrice Cornelia Funke narrano prima sotto forma di romanzo, poi come riuscitissima trasposizione cinematografica per mano di Iain Softley (già regista di K-PAX – Da un altro mondo e The Skeleton Key): il ritorno del fantasy vecchia maniera. Inevitabile il richiamo alla mente di titoli come La storia infinita (1984) o Labyrinth (1986), ma in questo caso il processo narrativo è inverso. Mentre, infatti, nei titoli degli anni Ottanta i protagonisti (rispettivamente il piccolo Bastian e la bella Sarah) venivano inglobati in un mondo di fantasia e dovevano trovare una via d'uscita per tornare alla realtà, nell'originale idea della Funke sono le capacità evocative di un narratore, Lingua di fata, a fare da tramite e permettere ai personaggi della carta stampata di diventare reali. Il contrappasso, che porta all'intero sviluppo della vicenda, è che a ogni 'libera uscita” equivale un 'ingresso forzato” nell'universo del libro letto.

La realizzazione del film è davvero ottima in tutti i suoi aspetti, dalla regia alla fotografia, dalla sceneggiatura alla selezione del casting, dagli effetti speciali alla scelta delle location. L'unico punto debole è da trovarsi nel montaggio: spesso, infatti, si notano passaggi di scena troppo violenti e addirittura alcune scene sembrano inserite in maniera sconsiderata, pochi secondi isolati che non aggiungono nulla al senso generale e potrebbero essere tagliati senza problemi.

Le interpretazioni degli attori sono coinvolgenti e appassionanti. Su tutti Brendan Fraser (Mo Folchart/Lingua di Fata), al suo terzo kolossal in pochi mesi – dopo La mummia 3 e Viaggio al centro della Terra 3D –, il cui ruolo era già definito ancora prima di scrivere il libro: pare, infatti, che la Funke abbia scritto il personaggio di Lingua di Fata pensando proprio all'attore americano. Intorno a lui, una folta schiera di bravi attori inglesi, da Paul Bettany (Dita di polvere, visto in A Beautiful Mind) a Andy Serkis (Capricorn, era Gollum della trilogia de Il signore degli anelli), da Helen Mirren (zia Elinor, premio Oscar per The Queen) a Eliza Bennett (Maggie, già in Nanny McPhee – Tata Matilda).

Un'avventura riuscita che non lascerà delusi né adulti né bambini, con un pizzico di soddisfazione tutta italiana da mostrare per i bellissimi paesaggi della Riviera Ligure dove è ambientata la maggior parte della storia, ai quali l'autrice tedesca è legata dall'infanzia.

Copyright © Spaziofilm.it 2009.



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