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"La discesa all'inferno dello scrittore rivelazione J.T. Leroy sbattuta in faccia al lettore nel suo romanzo autobiografico 'Ingannevole è il cuore sopra ogni cosa' acquista, nell'omonimo film di Asia Argento, il potere dell'immagine che non tradisce, non asseconda, tanto meno alleggerisce, ma riesce nel suo compito più difficile: rendere palpabile il valore di una testimonianza. Crescere nel dolore riuscendo a non annientare l'incantamento della vita. La si annusa, se ne ingoiano i bocconi più indigesti. E l'attrice-regista non si tira indietro, scegliendo di scendere all'inferno mano nella mano con il suo Jeremiah-Le Roy lacerando coscienze e gridando disperatamente aiuto. Fa male, convince, appassiona Asia Argento in questo ritratto maledetto dove personaggi e autori si fondono e si confondono: madre e figlio, Asia e Jeremiah , J.T. Leroy e Sarah." (Leonardo Jattarelli, 'Il Messaggero', 18 febbraio 2005)
"Un incontro storico di disordinate, folli autobiografie di culto, lo scrittore Leroy e Asia Argento che in buona fede racconta la perversa storia di una madre battona che per amore sevizia moralmente e materialmente il suo piccolo. Dalle macerie di una civiltà e di una morale, magari, rinasce qualcosa, ma è un qualcosa che il film non ha la forza di illuminare né di rendere poetico, restando alla superficie del Male. Cast con partecipazioni di amici." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 19 febbraio 2005)
"L'inquieta Asia Argento non è mai stata tipo da film comodi o digestivi. Con 'Ingannevole...' però, adattamento delle pagine autobiografiche dello scrittore J.T. Leroy, l'attrice-regista-sceneggiatrice s'abbandona senza più remore alla sua costante fascinazione per il maledettismo. Il risultato è sconcertante: coraggioso nella sua provocatorietà, ma fuorviato e compromesso da un'overdose di narcisismo." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 18 febbraio 2005)
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