Vuoi le news di Yahoo! Entertainment sul tuo cellulare? Clicca qui
"'Indian, la grande sfida', da una storia reale, è un coraggioso road movie, che punta su un eroe che meno modaiolo di così non potrebbe essere: è timido, povero, non alza mai la voce, odia farsi notare e non è certo giovane. Ma ne fa un vincente vero che, come tutti i grandi, mantiene un profilo basso. E con un Anthony Hopkins talmente credibile da farci dimenticare che fino a poco fa si chiamava Hannibal andava in giro a mangiare la gente. Il regista però è così attento a rispettare la verità della storia, che a tratti il film, al contrario del protagonista, perde velocità. Ma è un peccato veniale e la storia procede senza strappi al motore." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 7 aprile 2006) "Dopo 10 minuti (ne dura 124), il film è già di una retorica molesta. Hopkins tocca un vertice del peggio, è tutto un birignao, una posa, fa il vecchio che deve essere compatito e amato ma vuol gareggiare con la sua vecchia moto Indian del 1920, taroccandola, nella gara di corsa di Bonneville, Utah. (...) Estenuante per sentimentalismo e falsità, ripetuto e con l'esecrabile filosofia del meglio '5 minuti da leone'. Ci sono teddy boys e bambini coccoloni, vicini premurosi e il letto sensual massage, a parte il fatto che il caro Hopkins, lontanissimo da 'Hannibal the Cannibal', ha problemi di prostata e passa metà film a fare pipì. Mah." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 8 aprile 2006) "Sir Anthony Hopkins continua a inanellare pregevoli performance, anche se negli ultimi tempi dà l'impressione di doversi accontentare anche lui - in termini di sceneggiature e regie - di quel che passa il convento internazionale. Questo 'Indian - La grande sfida', per esempio, è una di quelle belle storie edificanti e moralmente paradigmatiche di routine, nelle quali un mostro sacro come lui fa la differenza. (...) L'operazione funziona quando Hopkins dà spessore al suo rapporto morboso con la moto che diventa ragione di vita, un po' meno quando deve reinventare la leggenda." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 8 aprile 2006)
Copyright © Cinematografo 2007.