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"Diretto da Kevin Smith, la giovane rivelazione del film 'Clerks', 'In cerca di Amy' dimostra che il regista della generazione video è cresciuto e si è socialmente alzato di grado, passando dai commessi ai fumettari. E' il terzo tassello della sua trilogia del New Jersey e l'ambiente omo è redatto con descrizioni delle intimità e delle ragioni non solo psicologiche. Sta proprio in questa voglia d sondare i mister della sensualità i pregio maggiore d un racconto atipicamente sentimentale, votato alla tolleranza ma dopo essere passato per le sorprese dell'amore. Tre attori, simpatia disinibiti, ci raccontano l'andata e ritorno dall'amicizia all'amore". (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 20 settembre 1997) "Terzo tassello della trilogia del New Jersey dopo il fortunatissimo 'Clerks' e l'inedito (in Italia) 'Mallrats', 'In cerca di Amy' è il film di Kevin Smith più controverso e imbarazzante, ma anche il più sfiduciato. Negli Usa sia etero che omosessuali hanno storto il naso, ma forse è la misoginia più che latente dell'indipendentissimo regista a infastidire donne e gay. Funzionano benissimo le battute piccanti e lascive sul sesso, che l'hanno reso originale, fila meno liscia (ma forse è così che deve essere) l'impostazione della storia d'amore che tuttavia sbandiera l'irritante pregio di non essere falsamente libertaria e disinibita così come tanti film americani della 'generazione X' dove i gay son carini e impeccabili e i 'normali' maledettamente tolleranti". (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 8 settembre 1997)
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