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In viaggio con papà
Albert è un padre ossessivo e rigido, ma tenero e sognatore, che ama la figlia adolescente Jeanne. Ogni anno per il compleanno di Jeanne, Albert prepara scrupolosamente un viaggio 'culturale" o quasi. E' la volta della Svezia. Padre e figlia approdano su un'isola in cui Albert crede di poter trovare un tesoro. Armato di metal detector, l'uomo si prodiga in tutti i modi per disseppellire le tracce di un antico vichingo. La casa presa in affitto però non è libera e Albert e Jeanne coabitano dapprima forzatamente, poi con serenità, insieme ad Annika e Christine. Grazie all'incontro con le due donne la vacanza di Jeanne, da 'un viaggio con papà", si trasforma in un'avventura alla scoperta di sé...
Le persone grandi
Il viaggio di Jeanne è la storia di uno sguardo, quello di un'adolescente che nelle lande svedesi si apre alla vita e a una maggiore consapevolezza di se stessa. Il primo lungometraggio di Anna Novion è un film garbato e lieve che lascia spazio alle emozioni 'minime", si muove leggero tra i personaggi, senza costringerli o forzarli in una direzione. Jeanne è interamente negli occhi sgranati, nei silenzi, nei monologhi davanti allo specchio, nei dialoghi con un ragazzo immaginario, nei primi turbamenti amorosi e nelle prime delusioni; Jeanne è nella curiosità di scoprire un mondo da lei ignorato e nella prima ribellione a un padre premuroso, ma asfissiante.
Tra paesaggi amabili o, viceversa, minacciosi, e grazie all'incontro con 'persone grandi" e con coetanei, la figlia di Albert vive sensazioni e sentimenti nuovi e a poco a poco esce dall'isolamento fanciullesco in cui è sempre vissuta. La pellicola della regista francese si potrebbe definire completamente 'umanista". La macchina da presa non giudica i personaggi, ma li segue silenziosamente. Anna Novion accoglie i cambiamenti di tutti i protagonisti e lascia loro la possibilità di rinnovarsi. Tutti sono differenti al termine della vacanza svedese. Albert e Jeanne, padre e figlia, non sono più compagni di avventure, Albert non è più un genitore bambino che nella rigidità e nella catalogazione trova sicurezza, non cerca di proteggersi dalla crescita della figlia, ma necessariamente la accetta e ne prende coscienza. Jeanne vive in modo più concreto le esperienze, senza rinchiudersi in un mondo fantasioso, ma inaccessibile.
Il viaggio di Jeanne è una commedia delicata che con grazia associa ai guizzi comici i toni crepuscolari e malinconici. E' un film ben scritto e ben diretto che con sensibilità lascia liberi i personaggi di esplorare l'intreccio. Con un uso sapiente dei campi lunghi, dei piani sequenza e degli strati della profondità di campo Anna Novion si distanzia da una regia demiurgica, ma si mette al totale servizio delle emozioni semplici.
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"Nessuna conflittualita farsesca. E' il sobrio paesaggio svedese a parlare più dei personaggi, che si muovono incerti ripresi da lunghi piani sequenza perfettamente calibrati. Una vera chicca. Sentiremo ancora parlare di mademoiselle Demou. La prossima volta il Cesar lo portera a casa." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 20 novembre 2009)
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