Vuoi le news di Yahoo! Entertainment sul tuo cellulare? Clicca qui
Ritrovarsi sul Darjeeling Limited
Dopo un anno di silenzio, ancora scossi dalla morte del padre, i tre fratelli Whitman si ritrovano sul Darjeeling Limited, un treno che attraversa l'India, per iniziativa del maggiore di loro, Francis, deciso a ricucire i rapporti ormai logori grazie all'esperienza 'mistica” del viaggio. La convivenza tuttavia non è semplice, e i contrasti frequenti – uniti a una buona dose di psicofarmaci – metteranno a rischio l'itinerario precedentemente studiato, e porteranno i tre su strade sempre nuove; strade che, però, conducono a un obiettivo ben preciso…
Un mondo a sé
Doppio avvio con due anime opposte per il nuovo film di Wes Anderson: tanto richiama la stasi e l'indolenza, se non addirittura il nichilismo, il corto/prologo Hotel Chevalier, tanto allude al movimento e al viaggio The Darjeeling Limited, quando la storia comincia per davvero con il povero Bill Murray che perde il treno e, per ironica coincidenza, anche lo status di personaggio a tutti gli effetti (poiché il suo non è che un cameo, firma e marchio del regista). Ed è proprio il viaggio 'mistico”, stralunato, sgangherato, bizzarro, a interessare Anderson in quanto esperienza di nuova coesione familiare – la famiglia, tema a lui caro già a partire da Rushmore – e a permettergli di giocare con toni e atmosfere sospese, come se il mondo dei fratelli Whitman si riducesse al fascinoso microcosmo del Darjeeling Limited e il resto fosse soltanto un ricco scenario. Ricco, perché ricca e mai stereotipata è quest'India di cui si sente 'pasolinianamente” l'odore, irriproducibile mosaico di visioni e suggestioni; ma, appunto, rimane sullo sfondo, funzionale a ciò cui l'autore tiene di più: il cammino dei protagonisti, il loro percorso di crescita, la loro caratterizzazione fin nei minimi dettagli, dall'abbigliamento alle nevrosi, manie o fobie che li tormentano. Nulla è lasciato al caso, ogni movimento di macchina, ogni inquadratura (tutte costruite con maestria), ogni nota musicale concorre all'efficacia narrativa del film, e a un clima generale di sobria stravaganza cui gli attori si adattano splendidamente.
Per buona pace dei suoi detrattori, che comunque non cambieranno certo idea con quest'ultimo lavoro, Anderson continua una personale ricerca su un mondo che gli appartiene in tutto e per tutto, e che egli dipinge mescolando le ragioni del cinema e le ragioni del cuore, sempre coerente con il suo amabile e sincero linguaggio di affabulatore eccentrico.DVD Caratteristiche tecniche
Formato video: 2.40:1
Formato audio: inglese, italiano e francese Dolby Digital 5.1
Sottotitoli: inglese, italiano, francese, olandese, arabo
Il dvd, distribuito da 20th Century Fox, è caratterizzato da qualità tecnica buona, anche se non ai massimi livelli. Per quanto riguarda la parte video siamo di fronte a un lavoro senza particolari difetti; la ricerca del regista di tonalità cromatiche singolari viene riversata sul dvd senza sbavature. Definizione e contrasto, pur non essendo perfette in tutte le situazioni, sono comunque più che apprezzabili.
Le tracce audio sono discrete, anche se la storia narrata non offre molti spunti per l'utilizzo del surrond.
Contenuti speciali
Featurette
Cortometraggio Hotel Chevalier
Copyright © Spaziofilm.it 2008.
