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"Ad irritare e il modo spocchioso, tutto strizzatine d'occhi, con cui Blanc lo dirige, coinvolgendo nel disastro altri bravi attori che si prestano alla farsa. Il centenario ha dato alla testa ai francesi: tra "Il sosia" e il film su Monsieur Cinema di Agnes Varda, si toccano vette di puro delirio. Speriamo che questo '95 passi in fretta..." (Alberto Crespi, 'L'Unita', 14 maggio 1995) "Si vede gente di cinema, Roman Polanski, Philippe Noiret, Charlotte Gainsbourg, Mathilda May, altri. È infatti nell'ambiente ideale d'ogni ambiguita tra realta e rappresentazione, il mondo dello spettacolo, che viene collocata una classica farsa di sosia, con l'ambizione di riflettere sulle nevrosi della celebrita, sul gap esistente tra una persona famosa e la sua immagine pubblica. La commedia però e velleitaria, autoindulgente poco riuscita: forse perche Michel Blanc, come i comici italiani, s'e promosso cineasta globale (il film e scritto, dialogato, diretto e interpretato da lui), o forse perche ha scelto come protagonista se stesso." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 14 maggio 1959) "Un film sul cinema con tanto di cosiddette star che interpretano se stesse non e una novita. Qui però non si conduce una critica sul mondo del cinema, come per esempio faceva Altman in 'I Protagonisti'; se mai, attraverso una storiella che e poco più di una barzelletta, si enfatizzano le situazioni e i personaggi, presentando i divi come fossero veri dei dell'Olimpo." (Franco Colombo, 'L'Eco di Bergamo', 17 maggio 1995) "Scritto, diretto e interpretato da un inarrestabile Michel Blanc, "Il sosia" nasce da un idea di Bertrand Blier. L'apparenza (chi e il vero Blanc) e l'ottusa fascinazione che subisce il pubblico davanti alle star (non importa chi e il vero Blanc, basta che ci sia un Blanc) compongono un esilarante teatrino della vanita. Il pubblico italiano deve lavorare un po' d'immaginazione: non tutti i divi francesi sono famosi in Italia." (Silvio Danese, 'Il Giorno', 17 maggio 1995)
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