Dopo l'8 settembre 1943, i soldati abbandonano i loro reparti e ritornano alle loro case. Cesare ritorna al suo paese natale e lo trova pieno di sfollati, poveri e ricchi. Il giovane amoreggia con Laura, una sartina, ma non sa resistere alle lusinghe di Matilde, ricca proprietaria e donna sposata, della quale diviene l'amante. Un giorno che i partigiani calano in paese per impadronirsi di un camion di farina, Cesare s'unisce ai vecchi amici e fugge sulla montagna. Nel frattempo arrivano i tedeschi che mettono un presidio nel paese e compiono un vero saccheggio. In seguito alla fucilazione di Don Camillo, il parroco del paese, e alla sollevazione di Milano, gli abitanti del paese e gli operai della fornace insorgono contro i tedeschi. Questi minacciano di far saltare in aria il paese ma sono battuti e cacciati dai partigiani. Matilde, la ricca proprietaria, sentendosi coinvolta nella rovina della classe sociale cui appartiene, sfida il fuoco della battaglia e muore. Mentre il padrone della fornace si dà da fare per acquistare meriti partigiani e il fratello di Cesare, filotedesco, viene ucciso, Cesare riabbraccia la sua sartina.
Note
- NASTRO D'ARGENTO PER PARTICOLARI VALORI ESPRESSIVI E A MASSIMO SERATO COME MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA.
