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"Il film ha i limiti delle combinazioni senza identita nazionale, e anche quelli dell'eccessiva frammentazione, ma ha anche personalita." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 19 giugno 2009) "Progetto molto ambizioso che sfocia quasi nell'azzardo per via di alcune ingenuita di scrittura che tendono al ridicolo. E le ellissi e i non denti e un certo tono grave non fanno di per se un film d'autore alla 'Babel' di Inarritu." (Pedro Armocida, 'Il Giornale', 19 giugno 2009) "Tre film, insomma, della durata complessiva di due ore, le cui vicende procedono un passo alla volta, alternandosi. Detta così, parrebbe una scommessa votata al suicidio. Ma Anna Riitta Ciccone riesce miracolosamente a vincerla, scarnendo il più possibile di fatti e di azione le tre vicende, privilegiando i sentimenti che traspaiono dalle espressioni degli attori, mettendo in relazione stretta gli stessi protagonisti con le rispettive atmosfere ambientali, amalgamando il tutto attraverso un sapiente uso del montaggio.2 (Callisto Cosulich, 'Left', 3 luglio 2009)
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