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"Ancora una volta sono una perfetta confezione e la grande verosimiglianza della cornice a salvare il film dalla fondamentale frivolezza del suo quesito. E' come se fossimo invitati a una visita informale della Casa Bianca, compresa qualche cena elegante, dove Bening, sfoggiando un francese scolastico, ma sottraendo l'ambasciatore di Francia a un annoiato silenzio, fa la sua figurona e si conquista il diritto a diventare la First Lady. E sono benissimo raccontati gli intrighi e i meccanismi della politica: anche se a ben vedere, l'anima di favola del film, più che nella sua parte sentimentale, sta nel trionfo della causa ambientalista." (Irene Bignardi, "La Repubblica", 28 gennaio 1996) "Reduce dal disastroso 'Genitori cercasi', Rob Reiner ritrova in chiave di commedia sofisticata il talento eclettico mostrato negli anni. Amabile e furbetto nel descrivere gli 'ostacoli' pratici di un siffatto rapporto, 'Il Presidente - Una storia d'amore' e uno di quei film di confezione che aggiornano una tradizione squisitamente hollywoodiana. Se la smaltata fotografia di John Seale conferisce il giusto calore ambientale, e la fresca ripartizione dei ruoli di contorno (il solidale Martin Sheen e il capo dello staff, l'esagitato Michael J. Fox il consigliere di politica interna...) a esaltare i duetti tra i due protagonisti: il sornione Michael Douglas, benissimo doppiato da Giancarlo Giannini, e la stuzzicante Annette Bening. Il cinema americano ama molto i suoi presidenti (Lincoln e 'apparso' in almeno 150 film), forse perche li vuole insieme distanti e vicinissimi: uomini in carne e ossa che governano il mondo. Ma devono essere dotati di glamour sennò fanno la fine del Nixon di Stone. (Michele Anselmi, "L'Unita", 26 gennaio 1996) "Scritto da Aaron Sorkin (quello di 'Codice d'onore'), immerso nella calda fotografia di John Seale e contrappuntato dalle musiche romantiche di Mark Shaiman, 'Il Presidente - Una storia d'amore' ha il fascino e il glamour del migliore cinema tradizionale hollywoodiano e scorre compatto e piacevole grazie anche a uno straordinario Michael Douglas (ottimamente doppiato da Giancarlo Giannini) che spara battute brillanti e caustiche, dettando - come facevano Cary Grant e altri grandi commedianti - il ritmo del film e impegnandosi in schermaglie amorose-professionali con una bravissima Annette Bening (la voce italiana e di Roberta Greganti), che ricordano quelle di Spencer Tracy e Katharine Hepburn. Reiner entra e esce con invidiabile disinvoltura dalla commedia romantica e dal melodramma, facendoli interagire e poco importano il buonismo strisciante, il partito preso pro Clinton e la trasformazione di un ecologista militante in una moderna Cenerentola che incredula balla con il Presidente, perche il regista controlla il centro drammaturgico del film, che e il sogno di un personaggio pubblico carico di responsabilita di vivere le sue passioni e i suoi sentimenti come un uomo qualunque." (Alberto Castellano, "Il Mattino", 31 gennaio 1996) "Una commedia brillante, aggraziata, divertente e un'occasione per fare i conti cinematografici con un personaggio divenuto fisso nei film americani: il Presidente degli Stati Uniti (o il candidato Presidente o ex Presidente). Nel passato il Presidente era stato interpretato da Raymond Massey (ricco di umana dignita e di grandezza in 'Abramo Lincoln', 1940); da Henry Fonda o Frederich March (saggi, lungimiranti pacifisti dell'eta atomica in 'A prova di errore' o in 'Sette giorni a maggio', 1964); da Peter Sellers (anomalo nel 'Dottor Stranamore', 1964, candidato presidenziale analfabeta in 'Oltre il giardino', 1980); da Jack Nicholson (vanesio irresponsabile in 'Mars Attacks!'. 1996); da Gene Hackman (canaglia, mandante o quasi dell'assassinio della sua amante in 'Potere assoluto',1996); da John Travolta (candidato presidenziale indegno e portatore di scandalo sessuale alla Clinton ne 'I colori della vittoria', 1998). Il film e terribile e irresistibile. Terribile per melensaggine, mistificazione, sentimentalismo. Irresistibile per una sceneggiatura perfetta di Aaron Sorkin e per un ritmo di commedia perfetto, per una capacita di rendere quanto racconta credibile, divertente. toccante." (Lietta Tornabuoni, La Stampa, 29 aprile 2000)
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