Nel marzo del 2001, dopo aver fatto saltare in aria i Buddha di Bamiyan, dopo aver distrutto il patrimonio artistico del museo di Kabul, i talebani afgani avevano deciso di bruciare anche la memoria cinematografica del Paese. Nella sede dell'Afghan Film, la Cinecittà di Kabul, i pochi dipendenti rimasti, decisero di salvare ad ogni costo le pellicole dalla furia devastatrice dei Taliban. E così, con un trucco cinematografico, nascosero oltre duemila e seicento negativi.
