"A una prima e affrettata lettura "Il pasto nudo" potrebbe anche sembrare una condanna della cultura della droga, in realtą il colpo di scena finale rovescia la situazione rivelando che i mostri materializzati dalla coscienza inquieta di Burroughs sono ben poca cosa di fronte ad altri mostri, assai pił ambigui e minacciosi: quelli dell'establishment, della normalitą, delle istituzioni. Mostri che ingannano e schiavizzano l'uomo, destinandolo a un immenso campo di concentramento." (Enzo Natta, Famiglia Cristiana, 24 febbraio 1993)
"Ci si annoia, e il reticolo di allusioni di cui il regista fa uso ingordo, resta nel limbo della mezza cultura." (Enzo Siciliano, L'Espresso, 7 febbraio 1993)
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