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Semplifica la tua vita con una Black Box
C'è una cittadina texana di nome Black Falls, la cui intera esistenza poggia sulla Black Box Unlimited Worldwide Industries Incorporated: una grossa azienda di elettronica divenuta celebre per aver inventato la Black Box, un apparecchio multifunzione che si adatta a una miriade di usi differenti, compresi - fra i tanti - cellulare, lettore mp3, computer, megafono (!) e... tosacani (!!).
Tutti, a Black Falls, lavorano per le Black Box Industries, compresi i genitori di Toe Thompson: un ragazzino emarginato e senza amici, da tutti considerato un "soggetto" (e quindi strano). Ovviamente, però, la sua vita è destinata a cambiare. Un giorno, mentre i soliti bulli lo stanno perseguitando, uno di essi gli scaglia in testa una pietra molto particolare, striata con i colori dell'arcobaleno... una pietra magica, che esaudisce i desideri di chi la possiede.
Guai se cadesse nelle mani sbagliate...
Dalla parte dei bambini
Torna la vena fanciullesca di Robert Rodriguez, la stessa di Spy Kids e Le avventure di Shark Boy e Lavagirl. Sempre molto attento ad alternare la sua doppia personalità immaginativa (l'altra è quella "pulp" e violenta di Dal tramonto all'alba e Sin City), il regista texano, figura pressoché unica nel panorama statunitense, continua a mantenere la sua indipendenza produttiva, appoggiandosi a Hollywood solo se strettamente necessario; e nel caso di questo "piccolo" film per ragazzi, ha addirittura preferito rivolgersi al capitale arabo della Abu Dhabi Media Company, pur di mantenere il controllo assoluto del progetto.
Lo dimostra il fatto che in questo Shorts (titolo originale, che richiama la struttura a episodi), le invenzioni di Rodriguez non si pongono alcun limite, in barba a ogni logica narrativa - soprattutto nel finale - e di messa in scena: il film è in effetti la quintessenza del balocco cinematografico, in misura ancora maggiore rispetto a Spy Kids, e guardarlo è come affondare le mani in un cesto pieno di giocattoli variopinti. In fondo, è lo stesso protagonista a trattarlo come un giocattolo: il piccolo Toe Thompson lo costruisce e disfa come un puzzle, scorre avanti e indietro nel tempo, si rivolge confidenzialmente allo spettatore spiegando l'ordine e il significato degli eventi. E se a tratti il film rischia di lasciarsi fagocitare dalle sue stesse bizzarrie, che si accumulano senza sosta dall'inizio alla fine, dall'altro lato tutte queste fantasie da cartoon - perché gli stilemi visivi e narrativi sono proprio quelli del cartoon - sono fatti apposta per divertire i più giovani, che sicuramente apprezzeranno lo sforzo.
Rodriguez, come al solito, cura regia, fotografia, montaggio, effetti visivi, colonna sonora e soprattutto sceneggiatura, imprimendovi quella che potremmo definire la sua "poetica"; da adulto-bambino qual è, si schiera sempre dalla parte dei giovanissimi, e racconta di un mondo in cui i bambini sono per lo più abbandonati a loro stessi, e gli adulti non fanno che combinare guai, esprimendo questo semplice dualismo nella contrapposizione fra la pietra arcobaleno e la orribile Black Box: trasfigurazione ironica ed esagerata du quegli utopici apparecchi multiuso che dovrebbero semplificarci la vita, e invece la rendono soltanto più alienata.
Cast divertente e guidato dalle partecipazioni di James Spader e William H. Macy; ma, anche qui, sono sempre i bambini a monopolizzare la macchina da presa.
Un intrattenimento onesto e sincero.
Nota: Shorts è introdotto da un simpatico cortometraggio che, come si comprenderà nel corso della visione, incrocia la sua storia con quella del film.
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