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Instabilità familiare
Cosa fare quando una madre diventa troppo apprensiva nei confronti del figlio? Clubland (questo il titolo originale) vede un ragazzo di nome Tim (Khan Chittenden) fare le prime esperienze amorose e sessuali. La madre Jean (Brenda Blethyn), però, blocca sul nascere qualsiasi rapporto potenzialmente duraturo, fino a quando il giovane non trova la ragazza giusta. Jean teme che un nuovo affetto possa oscurare i rapporti familiari, provocando una inevitabile separazione; ma è chiaro che, sotto sotto, i problemi siano altri e ben più definiti...
Cinismo ironico
Il matrimonio è un affare di famiglia si mostra come una commedia brillante, supportata da un cast di prim'ordine in cui primeggia l'incredibile prova della Blethyn. Il suo ruolo di madre dispotica e seccante fa quasi paura, e rapportata all'iperbolica sensibilità del figlio la mette su un piano istericamente dittatoriale ma oltremodo divertente. Tutti i giorni lavora nella cucina di un fast food mentre la sera si diletta a fare del cabaret spicciolo pregno di doppi sensi e risate facili. E' una madre grintosa, femminista, che non manca di sbattere qualunque verità in faccia purché rimanga sempre al centro dei riflettori. Nonostante una vita tranquilla, però, mantiene delle riserve sul suo passato, avendo rinunciato a una splendente carriera nello spettacolo per seguire il marito in Australia. Ormai separata e responsabile di due figli, tra cui uno affetto da handicap, il suo ruolo di mamma viene più volte subordinato al suo desiderio di essere una celebrità. La mano femminile, per quanto riguarda la regia, è chiara sin dai primi minuti: per l'impostazione data alla pellicola e per il ritmo narrativo a cavallo tra dramma e commedia. Cherie Nowlan dirige, con compostezza e con una sostanziale dose di cinismo, una storia semplice, che riprende il tema della separazione familiare da un anticlimatico e fondamentale punto di vista. Il rapporto fra Lana (Rebecca Gibney) e Tim risulta piuttosto convincente, e ciò permette alla narrazione di scivolare con agio nella plausibilità.
Menzione particolare, infine, a Richard Wilson - il quale interpreta il fratello malato con incredibile naturalezza e sensibilità - e alla coinvolgente colonna sonora.
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"Ambientato alla periferia di Sidney, arricchito nell'originale da qualche tocco gergale, il film della regista Cherie Nolan è felice nella descrizione del cabaret degradato un po' sulle orme di 'The Entertainer' di Osborne, ma per il resto non funziona granché; e nemmeno la patentata bravura della Blethyn riesce a rendere simpatica questa virago comandona." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 18 aprile 2008) "Animale da spettacolo abbonato ai caratteri dai colori nitidi, la Blethyn non si nega nulla, imperversando dalla prima all'ultima scena con una gigioneria che all'inizio ammiri, poi ti strema. Tanto più che la regia non sa distinguere i tempi drammatici da quelli da commedia."(Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 18 aprile 2008) "Diretta dall'esperta di tv e spot Cherie Norland, è un'amara commedia psicanaliticamente banalotta ma sorretta da un impegno collettivo del cast, dal ritratto di una famiglia eccentrica nel frequentato genere che di recente ha smosso nevrosi casalinghe ed additato quel potere matriarcale ben impersonato da Diane Keaton."(Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 18 aprile 2008) "Cucita addosso alle forme e all'istrionismo della protagonista di 'Segreti e bugie', qui nei panni della cockney trapianta a Sidney, 'Clubland' potrebbe essere un bel ritratto di madre castrante ma pasticcia le carte mixando il melo famigliare alla commedia svitata in salsa 'aussie' con dialoghi ruspanti e personaggi sopra le righe. In film così i momenti comici dovrebbero essere sinistri, e viceversa. Qui invece l'asfissiante guitta frustrata è troppo patetica per commuovere o spaventare, e la regista ha così paura dei suoi personaggi, peraltro assai ben disegnati, che lima, smussa e consola, come nei film italiani. Dev'essere un'epidemia." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 18 aprile 2008)
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