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"'Il Lupo' di Stefano Calvagna è destinato a dividere. Benché il protagonista si chiami Franco Scattoni, il film è ispirato alla storia di Luciano Liboni: il Lupo. Un killer, certo. Ma di cui il regista mostra il lato umano: l'infanzia con un padre suicida, il riformatorio. Il film, girato con lo stile di cronaca caro a Calvagna, non piacerà a chi vedrà, nella fine immaginata dal regista, un'accusa alle Forze di polizia. Non piacerà a chi, aspettandosi un documentario, noterà delle incongruenze. E non piacerà a chie vede Liboni come vittima della società. Ma è questo il bello. Perché Calvagna rende umano un assassino, ma non accusa l'Arma. E mostra al cinema quello che nessuno vuole vedere: un film non a tesi, dove nessuno si mette a spiegare quali sono i buoni e quali i cattivi." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 23 marzo 2007)
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