Helen Graham ha appena accompagnato al cimitero suo marito Arthur: è un'anziana signora senza figli, ora vedova di un ex-coltivatore di tè indiano, rientrato a suo tempo con la moglie in Inghilterra, per vivere da pensionati in una graziosa villetta, immersa nel verde di uno splendido e grande giardino all'indiana. Nella sua solitudine, Helen pensa che varrebbe la pena riordinare il giardino, ora inselvatichito e trascurato, per avere la gioia di vederlo incluso in una grande pubblicazione specializzata che uscirà qualche mese più avanti. Il lavoro è enorme e faticoso, ma la signora Graham è tenace e vi si accinge. L'aiuta poco a poco una vicina, anziana anche lei (Ruximan), una indiana immigrata in Inghilterra con il marito (Lal) assai malandato, una signora armoniosa, equilibrata e gentile. Tra le due si stabilisce una cordiale amicizia, parlando dei morti e dei vivi, delle piccole cose della vita e, soprattutto, dell'India, per la quale Ruximan non cessa di sospirare: è nata là e là vuole tornare per morirvi a suo tempo e, a questo scopo, induce Helen a convincere il marito, che invece in Inghilterra si trova bene. Helen lo fa con tatto e semplicità, persuade l'uomo e alla fine perde quella amabile compagna, che ha tanto adorato con lei annaffiando, diserbando e potando - lasciandola in un giardino ritornato splendido, la cui foto - a quanto viene assicurato alla signora Graham giubilante - figurerà tra quelle dei grandi giardini inglesi.