In una affollatissima discoteca, Malvina - una ragazza in stato di gravidanza - viene molestata e sballottata da un gruppo di esagitati. Anna, che è presente, la salva da una prevedibile sorte e se la porta a casa, dove lei e Gordon ospitano per una notte la sconosciuta (che, intanto, è testimone della loro intimità). Poiché si tratta di un tipo di vagabonda assai invadente, i due la mandano via, ma poi è Anna stessa a rivolerla a casa. Così Malvina si installa ed uno strano, ambiguo rapporto viene a stabilirsi fra i tre, fatto di sorrisi, di mille sfumature e tentazioni: sesso a parte (ma compreso nella vicenda), Anna vede nel non lontano lieto evento della amica la "sua" maternità (quella che finora non le è stata concessa). Combattuta, la donna fa anche un tentativo di suicidio, per fortuna fallito, e continua il proprio lavoro (le pubbliche relazioni nel supermercato di una grande città). La vita del bizzarro "ménage" riprende in un altrettanto curioso equilibrio. Le donne sono sempre più teneramente legate, mentre Gordon - tipo fragile quanto possessivo di per sè - non può che constatare la propria graduale, ma inarrestabile, emarginazione. Un giorno, mentre il terzetto assiste ad un concerto rock, un gruppo di giovani sprovvisti di biglietto irrompe nel palasport locale: nel corso di violenti disordini, Gordon viene duramente colpito alla testa, perdendo la vita mentre cerca di proteggere il ventre di Malvina. Ma il nascituro è salvo. Ora le due donne stringono ancora di più il loro rapporto. Lasciata la città, esse si fermano su di una spiaggia marina. Li nascerà il figlio di Malvina. Ma, non essendo quest'ultima null'altro che una nomade, se ne andrà tranquillamente, ben lieta di lasciare nelle trepide mani di Anna - e cioè della "mamma" - il suo ignaro rampollo.