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" Le trasposizioni cinematografiche di questo testo sono state in precedenza numerose e questa di oggi non sembra portare particolari elementi di novità. Anzi proprio l'intenzione di voler mescolare il rispetto della storia con le caratteristiche del moderno cinema fantastico supportato dagli effetti speciali crea non pochi scompensi sul piano narrativo e non poche perplessità sul senso da dare all'operazione. Anche stavolta si conferma che Dario Argento, definito maestro dell'horror, è un regista supponente e sopravalutato, dotato di idee tanto scarse quanto confuse.E' assente l'idea dei sotterranei e del fantasma come discesa nell'in conscio di noi stessi. Qui tutto si limita ai topi e ad altre repellenti apparizioni. (Segnalazioni cinematografiche)
"Ridicolo giallo in costume di Dario Argento che, abbagliato dal mediocre romanzo di Gaston Leroux, sguinzaglia frotte di finti ratti di fogna nella catacombe buie, dove si svolgono democratici congressi carnali tra lavandaie e operai. Asia Argento mostra disinvolta il petto nudo e, benché interpreti una francese, esibisce il solito implacabile romanesco, il che non basta a far muovere un solo muscolo facciale al manichino Julian Sands". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 30 gennaio 2001)
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