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La giovane ed ingenua Andrea (Anne Hathaway) è appena uscita dalla facoltà di giornalismo e non vede l'ora di poter entrare a far parte di un giornale della grande mela. Ma il primo incarico che riesce ad ottenere non è certo quello che sognava: essere la seconda assistente della luciferina Miranda Priestley (Merryl Streep), la direttrice di Runaway - la più importante rivista di moda del mondo - sembra fin dagli inizi una missione davvero impossibile. Con i suoi maglioncini infeltriti e la gonna della nonna, Andrea è di certo un pesce fuor d'acqua in un ambiente dove l'immagine e lo stile sono tutto. Piano piano però l'atteggiamento di Andrea inizia a cambiare e la bella protagonista, con qualche capo chic e trendy, riesce a guadagnare via via la fiducia del "diavolo" in persona, il suo capo. Ma l'insperato successo al lavoro porta con sè delle inevitabili consenguenze sulla vita privata...
Basato sull'omonimo best seller di Lauren Weinsberg, il film è una frizzante commedia che nell'ultima parte precipita un po' esageratamente nel dramma ed altera il tono sarcastico e divertente che aveva caratterizzato la prima parte della storia. Naturalmente il film poggia sull'imperiosa Merryl Streep, perfetta nei panni firmati Prada della diabolica ed impossibile Miranda - un'interpretazione che è valsa all'attrice l'ennesimo premio (il Golden Globe) di una strepitosa carriera. Al suo fianco troviamo la graziosa protagonista Anne Hathaway ed un valido cast di comprimari tra cui si segnala Stanley Tucci (nei panni del simpatico gay Nigel).
Nel complesso si tratta di una piacevole commedia che piacerà sicuramente alle donne, ma che si farà apprezzare in generale da tutto il pubblico nonostante i toni sostanzialmente frivoli e scanzonati.
VIDEO (voto: 8)
Fortunatamente la resa video non patisce particolari problemi e garantisce una visione assai confortevole. L'immagine appare pulita, adeguatamente definita e sostenuta da corrette impostazioni di luminosità e contrasto, tutti elementi che garantiscono anche una buona resa cromatica.
La compressione non produce alterazione particolarmente dannose ed il risultato complessivo si attesta su livelli sicuramente soddisfacenti.
AUDIO (voto: 7)
Il potenziale della traccia audio multicanale non viene sfruttato al massimo a causa della natura stessa del film che non offre spunti di particolare interesse per l'impianto. Ciò nonostante, i dialoghi godono di una buona pulizia e resa complessiva, e si inseriscono in una cornice sonora realizzata a partire dalle musiche che vengono smistate anche sui canali posteriori, attivando così un fronte che rimarrebbe altrimenti in disparte e poco sollecitato.
EXTRA (voto: 6.5)
Gli extra sono presenti in buona quantità ma sfortunatamente non destano particolare interesse. Il commento audio non è molto stuzzicante, ma risultano sicuramente più vivaci le featurette che affrontano la difficile transizione dal libro al grande schermo. Troviamo poi uno speciale sul lavoro della costumista, un'analisi dell'importanza di New York City per quanto riguarda la moda e lo stile, e un rapido omaggio al celebre stilista Valentino che compare in un cammeo nel film. Concludono questa dotazione di contenuti speciali un buon numero di scene eliminate e una featurette sul vero lavoro di un direttore di rivista.
COMMENTO FINALE
"Il Diavolo veste Prada" è una simpatica commedia al femminile che, nonostante un terzo atto che altera lo stile precedentemente creato, offre un buon intrattenimento grazie ad una grande Merryl Streep. Dal punto di vista tecnico il dvd risulta sicuramente ben realizzato e l'unico neo può essere riscontrato sul versante degli extra che, sebbene abbastanza numerosi, non regalano spunti molto interessanti.
Copyright © DVDEssential.it 2007.
Il diavolo porta i tacchi a spillo
New York si sveglia, frenetica e impietosa. Tra specchi, armadi e cassettiere, le ragazze di Miranda, in montaggio parallelo, indossano intimo griffato e accessori di tendenza. Le 'tacchettine” (come le chiama la protagonista del film) sono pronte ad affrontare l'ennesima giornata da manichini viventi nella sede di Runway, la rivista-bibbia delle passerelle. Ma arriva dall'ufficio personale una goffa e 'grassa” taglia 42, Andrea Sachs (Anne Hathaway), neo-laureata a pieni voti e desiderosa di diventare giornalista. Assunta dalla direttrice della rivista, la virago della moda Miranda Priestly (Meryl Streep), Andy comincerà una vita al servizio del diavolo coi tacchi a spillo: snobbata dalle colleghe-modelle e sottoposta, ad ogni ora del giorno e della notte, ai capricci impensabili di un'opinion leader di costume ossigenata e indifferente. E se all'inizio la ragazza tiene duro solo perché un anno alle dipendenze di Runway apre tutte le porte del giornalismo, con l'andar del tempo e, grazie ai consigli del mentore - art director Nigel (interpretato da Stanley Tucci), si lascerà affascinare da un mondo che credeva del tutto estraneo alla propria esistenza.
Il girone della moda
Trasposizione cinematografica dell'omonimo best-seller autobiografico di Laura Weisberger (che per alcuni mesi è stata assistente della direttrice di Vogue America), Il Diavolo veste Prada (The Devil Wears Prada) guarda con ironia all'inferno della moda, mettendo in luce gli aspetti dominanti di un universo in cui 'milioni di ragazze ucciderebbero per avere un posto”: ambizione, carrierismo, ipocrisia, culto della forma. Ma soprattutto: abiti, gioielli, scarpe, borse e cinture. Tutto rigorosamente firmato.
Una commedia abbastanza riuscita che riflette sull'eterno fascino di lusso, fama e successo professionale. In breve: lavoro di responsabilità, ascesa sociale e ricchezza assicurate o 'due cuori e una capanna” con normalissimi amici e tenero boyfriend, umile cuoco innamorato? La protagonista si trova perennemente di fronte a questo interrogativo e la sua anima, preda di istinti faustiani, sembra scegliere la via del Diavolo: come le ricorda il compagno, 'la persona con cui hai un vero rapporto è quella di cui non perdi mai una telefonata”. Miranda Priestly, dunque.
Amici, amore, famiglia: tutto sembra vacillare di fronte allo sfarzo del glamour newyorkese e parigino, vero protagonista del film, ritratto con abilità da David Frankel, autore di alcune puntate della fortunata serie Sex and the City. Il tutto valorizzato da un'ottima fotografia e un'originale colonna sonora, in cui si distinguono 'Jump” e 'Vogue” di Madonna.
Affascinano ma convincono poco (e anzi fanno un po' sorridere) i discorsi etico-filosofici di un art director omosessuale che definisce il Runway 'un faro della nostra speranza” e sarcastico appare il ritratto delle spilungone sempre affamate che si dibattono tra svenimenti e pezzettini di formaggio per entrare in una spaventosa taglia 36. Solo per partecipare 'in forma smagliante” alla settimana della moda di Parigi (che, tra l'altro, ci riserva un divertente cammeo del vero Valentino).
Il film inizia bene, le premesse sono interessanti, ma il seguito delude per l'ennesima resa incondizionata al moralismo hollywoodiano: un finale scontato, ovvio, lontano anni luce da quello che poteva essere un efficace e perturbante autoscatto di un reame di facciata. E invece il buonismo americano la fa ancora da padrone: Cenerentola è salva e, in fuga da un Inferno pauroso ma accattivante, si avvia verso le strade affollate e incolori di un Purgatorio mediocre.
La recitazione della sempre perfetta Meryl Streep, mai sopra le righe (per evitare un facile effetto macchietta), eleva i toni della pellicola: Miranda e New York sono le vere star del film. Anche quando, sfatta per l'ennesimo divorzio, la dea dello stile si presenta in scena senza trucco e con gli occhi arrossati, gonfi. Un tocco di umanità che Meryl Streep sa rendere in modo pacato e realmente tangibile.
Anne Hathaway, viso dolce da cerbiatta, è abbastanza convincente, ma, bella com'è, facciamo fatica a crederle nei panni dell'imbranata assistente, idealista e sempliciotta, che non sa se Gabbana si scriva con una o due b. Perchè non scegliere una brutta vera? O una grassa vera? Forse per mettere in luce le ipocrisie e gli estremismi della moda (che, fermandosi alla superficie, etichettano come 'brutta” chi non aderisce ai dettami della firma)? Oppure perché è molto più facile e redditizio per il cinema hollywooodiano ricorrere a una bella e mascherarla da brutta?
Sta di fatto che il 'vendere l'anima al Diavolo” da parte della protagonista si realizza solo attraverso un cambio d'immagine. Come dire: addio all'introspezione psicologica. Andrea, dopo un breve ma intenso periodo di fatiche e umiliazioni, inizia a guardare il mondo con gli occhi del successo e dell'ambizione (tanto che Miranda le confesserà di vedersi rispecchiata in lei), ma la trama non approfondisce questo momento di passaggio: si limita a mostrarla rinnovata nel look e nell'atteggiamento. Troppo superficiale il Fashion System o il film che lo racconta?
Anche gli spunti interessanti sulle implicazioni socio-culturali del sistema moda finiscono per ridursi a chiacchiere da aperitivo o sermoni improvvisati da Miranda e Nigel, in estasi di fronte a cinture azzurre e pitonate che ci sembrano tutte uguali.
Tuttavia la commedia, nel suo genere, riesce piacevole e a tratti divertente: un film d'evasione che solletica lo spettatore, con le tentazioni a cui, ammettiamolo, poche donne (ma forse anche pochi uomini) sanno resistere.DVD Caratteristiche tecniche
Formato video: 2.35:1
Formato audio: inglese e italiano Dolby Digital 5.1
Sottotitoli: inglese, italiano
Il dvd, proposto da 20th Century Fox, offre una qualità generale più che buona.
Le immagini sono caratterizzate da un dettaglio molto alto e le luci e i colori sono naturali ed equilibrati. Il video è quasi sempre nitido, anche se in alcuni frangente si può notare un lieve rumore.
L'audio, a causa della storia narrata, non può esprimere il meglio del Dolby Surround, lasciando in secondo piano il sub e i canali laterali a favore di quelli frontali.
Contenuti speciali
Commento
Featurette
Comprende sei featurette, (Il tour verso il grande schermo, NYC e moda, Costumi: Patricia Field, Valentino, Boss dall'inferno, Danda Santini: la vita reale di un direttore editoriale), attraverso le quali si approfondiscono alcuni temi trattati nel film.
Scene tagliate
Dieci scene, 17 minuti circa, di scene che non sono entrate a far parte della versione finale del film.
Sequenza di gag
Una sezione di errori e momenti divertenti sul set.
Trailer cinematograficoBLU-RAY Caratteristiche tecniche
Formato video: 2.35:1, 16:9
Formato audio: inglese 5.1 DTS HD High Resolution, italiano 5.1 DTS, spagnolo 5.1 DTS, ceco 5.1 Dolby Digital, russo 5. DTS, turco 5.1 Dolby Digital
Sottotitoli: inglese, italiano, spagnolo, bulgaro, croato, ceco, estone, lettone, lituano, serbo, russo, romeno, sloveno, turco.
Il blu ray, proposto da 20th Century Fox, propone una qualità generale ottima, in particolar modo per quanto riguarda la sezione video.
La pellicola è stata trasferita nel formato in Alta Definizione in maniera impeccabile, le immagini sono perfette, con livelli di nero molto carichi e senza sbavature, i contrasti sempre ben calibrati e il croma ricco e ben definito.
Anche a livello audio si rimane su standard alti, anche se non raggiungono le vette toccate dal comparto video: i dialoghi sono sempre ben comprensibili, chiari e la colonna sonora non risulta mai fastidiosa ai fini della narrazione.
Contenuti speciali
Commento audio del regista David Frankel, della produttrice e del cast tecnico
Scene tagliate
Quindici scene eliminate con il commento del regista e del montatore.
Sequenza di gag
Una sezione di errori e momenti divertenti sul set.
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