"'Il destino di un cavaliere' di Brian Helgeland è il film delle recensioni false delle quali non aveva molto bisogno visto che il protagonista, Hearth Ledger, è uno dei beniamini dei giovani, spesso indifferenti alla qualità. Naif e spettacolare, con cavalieri d'armi, amori, scudieri e donzelle. Ai giovani piacerà per la colonna sonora non favolistica, con il sound di David Bowie, Eric Clapton, dei Queen". (Giovanna Grassi, 'Il Corriere della Sera', 9 novembre 2001) "Canzoni dei Queen o di David Bowie, personaggi che si chiamano Thatcher e Michael Jordan, un Medioevo reinventato e irrobustito da vistose iniezioni di attualità. E' 'Il destino di un cavaliere' di Brian Helgeland, il regista talentuoso, barocco, ma anche discutibile, di 'Payback' e 'Ipotesi di complotto'. Curiosità: tutto è stato girato a Praga, in esterni o nei celebri Barandov Studios". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 9 novembre 2001) "Molte le contaminazioni con la modernità: le canzoni sono successi degli anni Settanta - Ottanta, il protagonista si chiama Thatcher come la signora leader conservatrice inglese, a un ballo in maschera i protagonisti vanno vestiti come i Rolling Stones nei Sessanta, e tutti usano abitualmente il turpiloquio. Produzione impeccabile". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 9 novembre 2001).
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