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Il cosmo in quattro episodi... e una cornice
Gli strani insegnamenti che il maestro Tsu'Nam (Giovanni) impartisce ai suoi due distratti discepoli, Pin (Aldo) e Puk (Giovanni), per raggiungere la tanto agognata saggezza, sono la cornice attraverso cui si snodano le quattro storie che battezzano il ritorno del trio comico al cinema.
Ecco allora Aldo Giovanni e Giacomo alle prese con una partenza intelligente il 3 di agosto per le vacanze; nel secondo episodio sono i protagonisti, un po' fuori dal tempo, della vita di un piccolo quartiere e della sua parrocchia; nel terzo li ritroviamo personaggi di quadri famosi, con la facoltà di muoversi e comunicare tra loro, all'interno di una pinacoteca; mentre nell'ultimo capitolo uno dei tre amici si sottoporrà a terapie più o meno mediche al fine di scoprire il motivo per cui non è ancora riuscito ad avere figli.
Adagiati sugli allori
L'aspettativa per Aldo Giovanni e Giacomo è sempre abbastanza alta, anche perché i tre riescono in genere a sfornare prodotti molto divertenti. Sarà anche per questo motivo che Il cosmo sul comò delude.
Il film risulta un puzzle di quattro sketch con una sorta di cornice (che a dire il vero incornicia ben poco) che non si incastrano tra di loro, dando l'impressione – per rimanere nella metafora del puzzle – che i pezzi non combacino.
Dei quattro episodi il primo è simpatico, ma niente di più. I due di mezzo sono poco brillanti e a tratti noiosi. Solo il quarto e ultimo capitolo riesce a risollevare le sorti del film e a regalare momenti di vera comicità, grazie alla performance dei tre comici e alla ispirata interpretazione della bravissima Angela Finocchiaro.
Anche l'idea portante dell'opera, ossia che il mondo è lì a portata di mano (sul comò) e che l'amicizia, vero filo conduttore del film, pur nelle fattezze comiche che assume per il trio, è alla base dei rapporti tra gli individui, rimane nascosta tra i vari episodi, senza mai essere sviscerata fino in fondo.
Aldo Giovanni e Giacomo sembrano, in questo film, costretti nella prigione dei loro personaggi, tra smorfie già viste e gag poco originali; come dei carcerati in cerca dell'ora d'aria o, meglio ancora, della libertà dai loro stereotipi.
Un film sottotono
Il cosmo sul comò è una piccola delusione, un film che non raggiunge le vette umoristiche a cui i tre ci hanno spesso abituati in passato. I quattro episodi si trascinano stancamente, così come la pseudo-cornice, verso i titoli di coda, risollevati un po' dall'ultimo capitolo. Ma l'opera manca di verve, le storie sono poco appassionanti e il trio non riesce, da solo, a trasformare la pellicola in un divertente regalo di Natale.
Forse che i tre si stiano omologando ai cinepanettoni all'italiana? Speriamo di no. In fondo, da ogni caduta ci si può sempre risollevare e riprendere, a volte meglio di prima.
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