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"Terza parte della saga de 'Il corvo' ma nulla a che vedere con i primi due episodi che ebbero come protagonisti Brandon Lee e Vincent Perez. L'atmosfera dark ha perso sostanza e motivo di essere in favore d'una storia ormai del tutto estranea allo spirito dei fumetti di O'Barr (...). Inconsistente regia dell'inglese Bharat Nalluri, senza carisma l'interpretazione dello sconosciuto Eric Mabius". (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 1 giugno 2001)
"Come i suoi predecessori, 'Corvo 3' non può essere attribuito a un genere cinematografico preciso (meno di ogni altro, forse, al genere horror in cui lo abbiamo collocato): è partecipe piuttosto d'una tendenza dark minoritaria ma forte, e fortemente assunta da una parte della cultura giovanile che di rado affiora per arrivare al cinema". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 1 giugno 2001)
"Al cinema, diretto dal dotato pubblicitario Alex Proyas nel 1994, valeva proprio per l'atmosfera horror manierista e per una stimolazione sensoriale del montaggio. Già era caduta la tensione stilistica nel sequel. Il regista del terzo episodio, l'indo-inglese Barhat Nalluri, ha pensato bene di emulare il secondo e non il primo. Né le acrobazie né il soundtrack riescono a sollevare la confusa fiacchezza di tutto e di tutti. Il corvo cade. Come un mattone". (Silvio Danese, 'Il giorno', 15 giugno 2001)
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