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"Non è facile respirare lusso compositivo e grandiosità d'impianto scenografico in un film italiano. 'Il consiglio d'Egitto' di Emidio Greco, ispirato al testo di Leonardo Sciascia, centra questo primo obiettivo e non è poco (...) La riuscita del film deve moltissimo ai bravi attori, fra i quali vanno ricordati Antonio Catania e Renato Carpentieri, ma soprattutto lo strepitoso Silvio Orlando, protagonista di un ruolo difficile a cui sa regalare con finezza i colori complessi della furba rassegnazione e del disincanto dolente". (Piera Detassis, 'Panorama', 18 aprile 2002) "La mistificazione, l´alterazione del vero, i falsi del passato soverchiati dai falsi del presente, la menzogna come realtà e come Storia: ne 'Il Consiglio d´Egitto' di Emidio Greco i temi sono quelli vicini al nostro tempo d´artificio, di trasformismi, di imposture, di bugie e smentite, di poteri senza qualità, e quelli più interessanti per il regista fin dal suo primo film 'L´invenzione di Morel' (1974). (...) C´è, ne 'Il Consiglio d´Egitto', uno stile di sobrietà elegante, impeccabile e splendente; un´ambientazione molto bella che ricorre all'intensità della luce, della musica e dei dettagli più che all'accumulazione di arredi, che delega ai personaggi i volti della Storia; e un´interpretazione eccellente soprattutto del protagonista Silvio Orlando e di Renato Carpentieri, mentre Giancarlo Giannini compie il miracolo di rendere una voce narrante fuori campo nobile, bella. (...) 'Il Consiglio d´Egitto', ricco di trame e sottotrame, di Storia e di Presente, di significati e di supersignificati, è appassionante come un´avventura a tratti anche comica, buffonesca; è ammirevole anche per la bravura (fatta di conoscenza, non ostentazione, e senza sprechi) che lo fa apparire un kolossal d´eccezione". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 7 marzo 2002) "La storia come menzogna, il potere che crea e manipola la realtà, l'inganno come base dell'arte di governare, ieri e oggi. (...) Attori eccellenti, in testa Silvio Orlando, ambientazione sobria e penetrante, dialoghi magnifici. Una festa per l'intelligenza". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 29 marzo 2002) "Un film intelligente su segreti e bugie che si rincorrono nel tempo e nello spazio, un ping pong dialogico in cui si glossano realtà e finzione, nella consapevolezza che la mistificazione regna sovrana sempre e ovunque e che la Storia fa le sue giravolte arbitrarie. E' girato con molto sfarzo, arredi, costumi, tonache, livree e damaschi, sorrisi e panorami d'epoca, e un ottimo cast: Renato Carpentieri, Antonio Catania, Leopoldo Trieste e Tommaso Ragno, il perfetto avvocato illuminista Di Blasi che fiuta l'imbroglio che poi verrà scoperto. Ma soprattutto gira nel film l'atmosfera del Tempo, e le sconfitte dell'Utopia che si ripresenteranno agli appuntamenti con la morale, mentre il Vero e il Falso rimbalzano come birilli oggi, in tempi in cui tutti smentiscono tutto". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 30 marzo 2002) "Viene da pensare che 4 ore per la tv, in due serate (il film per altro è coprodotto da Rai Cinema), sarebbero state la dimensione più giusta. Silvio Orlando è l'abate Vella, un travet imbroglione in cui l'attore napoletano dà il meglio di sé. Tommaso Ragno (un prestigioso curriculum teatrale con Martone Ronconi, Cecchi, Strehler) è una rivelazione nei panni dell'avvocato giacobino. Renato Carpentieri è bravo come sempre. La voce off è di Giancarlo Gianinni". (Alberto Crespi, 'l'Unità', 29 marzo 2002) "Evidentemente appassionato alla storia che narra, Emidio Greco assortisce un ottimo gruppo di attori e dedica molta attenzione ai dettagli (accurati i costumi e le scenografie); ma la sintassi delle immagini è più televisiva che cinematografica e i tempi drammatici, dilatati a due ore e un quarto, finiscono col mettere alla prova lo spettatore". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 13 aprile 2002)
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