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"Colpi e colpetti di scena sono attesi al varco del film di Gregory Hoblit tutto studiato a tavolino, scritto col gusto dell'introspezione criminale, ma realizzato con televisiva banalita e con moderata suspense. Anche perche il complotto poliziesco vaga poi verso i dubbi del comune senso morale dell'avv. Ryan Gosling (new star brava e rampante) che, come Michael Clayton, deve decidere se diventare uno squalo o tentare di far rispettare davvero la giustizia."(Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 2 novembre 2007) "Dopo diverse prove poco esaltanti, Gregory Hoblit torna al giallo, genere che lo aveva fatto conoscere attraverso il buon successo di 'Schegge di paura'. E così come aveva fatto allora affidandosi a Richard Gere e Edward Norton, si affida questa volta a Anthony Hopkins e Ryan Gosling. Che reggono magnificamente, il limite del film sta invece nella professione del protagonista: ingegnere. Nulla di personale, ma lo sviluppo della storia e davvero un po' troppo meccanica e per questo prevedibile nella sua imprevedibilita. C'e troppo marketing e poco cuore in questa confezione che vorrebbe rinverdire i grandi duelli sorprendenti ma lo fa in termini tanto dichiarati da non suscitare emozioni particolari. Così, come succede nei film che non catturano pienamente, ci si perde nella recitazione (ci sono anche Embeth Davidtz e David Strathaim), nei dettagli, negli oggetti curiosi e si perde di vista il racconto che rischia solo di complicarsi. Thomas Crown era tutta un'altra cosa."(Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 2 novembre 2007) "Il duello ha inizio con soluzioni godibili, un dialogo veloce e elegante e gli attori di contorno che fanno da coro in una vicenda che non sbaglia un colpo. Giallo classico, privo di enfasi con qualche dubbio sullo svolgimento dei fatti. Perche in realta, il film non si esaurisce sulla parola fine." (Adriano Di Carlo, 'Il Giornale', 2 novembre 2007)
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